Così iniziava la pagina evangelica ascoltata:
«In principio era il Verbo e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio».
Quel Verbo di Dio, ossia la Parola di Dio, la seconda persona della SS.ma Trinità, che era sempre stata presso Dio, prima che il mondo fosse, ad un certo punto diventa parte della creazione e si incarna nella nostra storia.
Dio, cioè, decide – mistero ineffabile! – di uscire dalla sua perfezione divina per farsi creatura tra la creature. Lui, l’infinitamente grande, si fa finitamente piccolo e vulnerabile, prendendo su di sé i limiti della nostra natura umana. E difatti lo contempliamo oggi nella grotta di Betlemme sottoposto ai rigori del freddo invernale, e, come tutti i neonati, lo sappiamo bisognoso di essere nutrito fasciato, accudito.
E tuttavia Dio ha scelto il modo più coinvolgente che potesse essere immaginato, quello di assumere Egli stesso la carne dell’uomo, per annullare la separazione – altrimenti incancellabile – tra la divinità e l’umanità.
Questo è il Dio cristiano, il Dio che Gesù, nascendo in mezzo a noi, ci ha mostrato. Un Dio vicino, che non domina dall’alto, ma che, nel Figlio suo Gesù, l’Emmanuele, ha scelto di starci accanto, di “piantare la sua tenda” in mezzo a noi, di abitare il nostro mondo per condividerne i limiti e poterci salvare dal di dentro.
Quella del Bambino Gesù, Verbo di Dio fatto carne, non è una luce che abbaglia o confonde. È una luce tersa, purissima, il cui bagliore ci indica la via da seguire, facendoci comprendere chi siamo e aiutandoci a diventare sempre più noi stessi nella liberta e nell’amore, secondo il progetto che Dio ha su ciascuno di noi.

E noi ?
Non va dimenticato che se tutta la creazione è espressione dell’Amore di Dio, questo vale soprattutto per la creatura più bella da Lui desiderata, l’uomo, che Dio ha voluto a sua immagine e somiglianza.
Ma l’essere stati fatti a sua immagine e somiglianza, comporta per noi un compito altissimo: quello di essere un riflesso dell’Amore divino. E il Bambino Gesù – Lui che è irradiazione della gloria di Dio e impronta visibile della sua sostanza, ossia del suo Amore (cf. Seconda lettura: Ebrei 1,3) – è venuto a ricordarcelo: siamo stati creati per seminare il suo amore a tutti e dappertutto.
Celebrare la nascita di Gesù ci spinge, dunque, a riprendere consapevolezza della bontà che è in noi, e di cui siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio. Noi siamo impastati di Amore divino, noi partecipiamo della Luce divina.
Questo consapevolezza è la nostra forza interiore, quella forza che Dio stesso nutre con la sua presenza, quella forza che ci sostiene nel cammino di ogni giorno, che ci aiuta a non arrenderci al peso delle nostre fragilità, delle nostre debolezze, delle nostre difficoltà.
Questa consapevolezza è la luce interiore che ci spinge a guardare in alto e in avanti con coraggio, fiducia e speranza.

***
«Natale sei tu, quando decidi di nascere di nuovo ogni giorno e lasciare entrare Dio nella tua anima.
L'albero di Natale sei tu quando resisti vigoroso ai venti e alle difficoltà della vita.
Gli addobbi di Natale sei tu quando le tue virtù sono i colori che adornano la tua vita.
La campana di Natale sei tu quando chiami, congreghi e cerchi di unire.
Sei anche luce di Natale quando illumini con la tua vita il cammino degli altri con la bontà, la pazienza, l’allegria e la generosità.
Gli angeli di Natale sei tu quando canti al mondo un messaggio di pace, di giustizia e di amore.
La stella di Natale sei tu quando conduci qualcuno all’incontro con il Signore.
Sei anche i re magi quando dai il meglio che hai senza tenere conto a chi lo dai.
La musica di Natale sei tu quando conquisti l’armonia dentro di te.
Il regalo di Natale sei tu quando sei un vero amico e fratello di tutti gli esseri umani.
Gli auguri di Natale sei tu quando perdoni e ristabilisci la pace anche quando soffri.
Il cenone di Natale sei tu quando sazi di pane e di speranza il povero che ti sta di fianco.
Tu sei la notte di Natale quando umile e cosciente ricevi nel silenzio della notte il Salvatore del mondo senza rumori né grandi celebrazioni; tu sei sorriso di confidenza e tenerezza nella pace interiore di un Natale perenne che stabilisce il regno dentro di te» (P. Dennis Doren L.C.)

Il Natale di Gesù sia il nostro Natale. Auguri di pace e serenità a tutti.

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