Domenica pomeriggio, 3 marzo subito dopo la cerimonia della accensione della Fiaccola nella Basilica dei santi Stanislao e Venceslao, le delegazioni delle tre città benedettine di Norcia, Subiaco e Cassino, con le rispettive comunità religiose hanno raggiunto l’abbazia di Tyniec dove ad accoglierli c’era l’Abate con la Comunità monastica.

Prima di riunirsi tutti in preghiera, le corali di Subiaco e Norcia hanno fatto omaggio ai presenti di un bellissimo ed emozionante concerto che è servito da introduzione ai Vespri presieduti da S.E.Dom Donato Ogliari, Arciabate di Montecassino che con queste parole si è rivolto ai presenti:

“Desidero ringraziare in primo luogo l’Abate e la Comunità di Tyniec che ci accolgono questo pomeriggio. Vi chiederete come mai la nostra presenza qui oggi: lo illustra bene quella Fiaccola che illumina questa nostra Chiesa.

È consuetudine, da parte delle tre città benedettine di Norcia Subiaco e Cassino, portare la fiaccola Pro Pace et Europa Una in una capitale o città europea diversa ogni anno. È un messaggio che vuole, attraverso la luce di questa Fiaccola, estendere a tutti il segno di comunione fraterna, il desiderio di costruire la pace e l’unità dei nostri popoli.

Naturalmente è una Fiaccola benedettina quindi questo significa che questa pace e questa unione non possono che partire dal Vangelo di Gesù. D’altra parte il cuore della nostra Regola Benedettina ci insegna a nulla anteporre a Cristo e al suo Amore.

Questo significa che non potremmo mai costruire una Pace Autentica e una Comunione vera se non partendo dall’unione dei nostri cuori e delle nostre menti con il Signore Gesù e tra di noi, attorno a noi. San Benedetto ci insegna anche a nulla anteporre all’opera di Dio, alla preghiera.

Son due cose che si completano a vicenda : non potremmo coltivare l’amicizia con Gesù se non ci fosse la preghiera. Ecco perché il primo passo che siamo chiamati a fare per costruire la pace è quello della preghiera. E dalla preghiera deriva il nostro impegno quotidiano a testimoniarlo nella nostra vita.

Questo è un po’ il senso della nostra presenza qui a Cracovia quest’anno dettato anche dal fatto che ricorrono i 75 anni della liberazione di Montecassino da parte del secondo corpo di armata polacco. Quindi abbiamo voluto unire questa condivisone del messaggio di Pace anche a questo senso di riconoscenza profonda nei confronti di coloro che hanno dato la vita per la Pace e per la Libertà ed è naturalmente occasione per me in quanto Abate di Montecassino con i monaci qui presenti di poter rafforzare il legame di fraternità con questa comunità monastica e per questo assicuro la nostra preghiera presso la tomba di san Benedetto e di santa Scolastica per voi, Comunità monastica di Tyniec e per coloro che fanno parte delle nostre tre delegazioni. Affidiamo allora per intercessione di san Benedetto e di santa Scolastica ogni nostro buon proposito e ogni nostro impegno".

L'Abate Donato ha poi acceso dalla Fiaccola quattro lampade che illumineranno con la luce della loro fiamma altrettanti monasteri benedettini in Polonia, "figlie" dunque della Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una a cui proprio Giovanni Paolo II volle aggiungere quel Pro Pace che nella sua terra, attraverso anche la visita ad Auschwitz, si è connotato di significati che difficilmente saranno dimenticati nei prossimi viaggi.

 

 

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