Una domenica dedicata alla prevenzione quella dell'otto dicembre, festività della Immacolata Concezione in Abbazia. Tante le persone che hanno approfittato in maniera molto consapevole di questa opportunità che il Comitato di Cassino della Croce Rossa Italiana e l'Abbazia di Montecassino con il supporto della  Associazione Amici di San Benedetto hanno voluto offrire in modalità del tutto gratuita. Screening pressorio, misurazione dell'udito e della glicemia questi i tre esami a cui in molti si sono sottoposti potendo così verificare le proprie condizioni di salute in modo del tutto tranquillo, come ha fatto lo stesso Abate Donato subito dopo aver presieduto la Messa Pontificale delle 10.30 durante la quale è stato inaugurato anche il presepe.

 

Di seguito il testo integrale dell'Omelia pronunciata da S.E.Donato Ogliari:

 

IMMACOLATA CONCEZIONE
2019

L’Avvento è un tempo particolarmente adatto per ravvivare il culto a Maria, Madre del Signore e Madre nostra, perché – dal punto di vista liturgico – esso si offre come il “tempo mariano” per eccellenza.

Con l’odierna solennità dell’Immacolata Concezione, oltre che contemplare l’immacolato concepimento di Maria (ossia il suo essere venuta al mondo senza peccato originale) in vista dell’incarnazione del Figlio di Dio nel suo grembo, contempliamo anche la natura intima della Chiesa, realtà senza macchia e senza ruga, prefigurata in Maria.
Anche nei giorni immediatamente precedenti il Natale la liturgia ricorda frequentemente Maria facendo risuonare le voci dei profeti sulla Vergine Madre e sul Messia, ci sarà riproposta la pagina evangelica che è stata proclamata nella solennità odierna, ed ascolteremo episodi evangelici relativi all’imminente nascita del Cristo e del suo Precursore, Giovanni il Battista.

«In tal modo – come scrive Paolo VI nella Marialis cultus – i fedeli, che vivono con la liturgia lo spirito dell’Avvento, considerando l’ineffabile amore con cui la Vergine Madre attese il Figlio, sono invitati ad assumerla come modello e a prepararsi per andare incontro al Salvatore che viene, vigilanti nella preghiera, esultanti nella sua lode».
Inoltre – continua Paolo VI – non va dimenticato
«come la liturgia dell’Avvento, congiungendo l’attesa messianica e quella del glorioso ritorno di Cristo con l’ammirata memoria della Madre, presenti un felice equilibrio cultuale, che può essere assunto quale norma per impedire ogni tendenza a distaccare (...) il culto della Vergine dal suo necessario punto di riferimento, che è Cristo».

Maria ci è dunque additata come modello di attesa e di preparazione per l’incontro con il Salvatore, e, soprattutto, è ribadita la sua inseparabilità dal Cristo. Le letture proposte dalla Liturgia della Parola di oggi ci offrono utili spunti di riflessione al riguardo.

Prima lettura (Gen 3,9-15.20)
Dopo il radicale peccato contro Dio da parte di Adamo ed Eva – il “peccato originale” come lo definisce la dottrina cattolica – Dio, pur castigando i nostri progenitori con la cacciata dal paradiso terrestre, pronuncia una parola di salvezza che spalanca un nuovo futuro ai loro occhi: «Io porrò inimicizia fra te [serpente] e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa» (Gen 3,15).
Nella tradizione cristiana la “donna” di cui parla il libro della Genesi, e che schiaccerà la testa al Maligno, è la Madre del Messia, Maria, che è anche Madre della Chiesa, ossia di quella infinita schiera di credenti in Cristo che aderiranno al progetto di Dio.
Perciò, come Maria, generando il Cristo, ha permesso al Bene di farsi carne e di radicarsi in maniera indistruttibile nei solchi dell’umanità, così anche noi, Chiesa di Cristo, alla luce della fede, siamo chiamati a generare il bene con parole e azioni ispirate al Vangelo di Gesù. In tal modo contribuiamo a spalancare all’umanità confusa e smarrita la speranza in un mondo nuovo, un mondo come lo vuole Dio, dove la giustizia, la pace e l’amore portati da Gesù possano contrapporsi al male che ammorba la terra.
È proprio a questo scopo che – come è stato proclamato nella seconda lettura – il Padre celeste «ci ha scelti prima della creazione del mondo», «per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità» (Ef 1,4-5).

Vangelo (Lc 1,26-38)
Perché ciò si verifichi nella concretezza dei nostri giorni occorre, dunque, il nostro quotidiano assenso a stare dalla parte di Gesù. Un assenso non facile, che si scontra con le lusinghe del mondo che cercano di ostacolare l’azione della grazia del Signore.
Nel “sì” di Maria contempliamo il modello per il nostro quotidiano «sì» alla volontà del Signore, un sì che, ovviamente, non può che configurarsi come una serie di assensi che, di volta in volta, siamo chiamati a dare nelle più svariate situazioni della nostra esistenza.
È vero che noi siamo diventati immacolati nel giorno del nostro Battesimo, quando la Chiesa ci ha generati nella grazia alla vita in Cristo, e tuttavia ora tocca a noi riappropriarci ogni giorno di questa immacolatezza, ripetendo, come Maria, il nostro «Eccomi!»: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola» (Lc 1,38).
In quell’ecco di Maria c’è la prontezza dell’obbedienza della fede che mette in gioco e investe tutta la sua persona (“avvenga per me”). Non si tratta, infatti, di compiere un gesto o assumere un ruolo solo in un determinato momento. SI tratta del coinvolgimento di tutta la sua vita nel disegno di Dio, un coinvolgimento che richiede la consegna fiduciosa di sé alla sua Parola di vita.
Ma l’ecco di Maria fonda anche la sua missione nel mondo, quella di essere “serva” del Signore e degli uomini. L’ecco di Maria esprime la sua consapevolezza che l’essere oggetto di un amore gratuito e stabile da parte di Dio – il suo essere, cioè, “piena di grazia” – deve generare in lei un amore altrettanto gratuito e stabile per il prossimo.
In questo Maria è figura e modello della Chiesa e di ogni credente. Anche il nostro “ecco” quotidiano detto al Signore nella luce della fede, dev’essere fondato sulla duplice consapevolezza dell’amore che Dio riversa gratuitamente su di noi e che, ogni giorno, attende di essere da noi gratuitamente riversato sugli altri.
È un compito esigente, ma bello, e soprattutto gioioso, perché la nostra missione di testimoniare il vangelo al mondo è connotata dalla gioia di sapere che il Signore è dentro di noi e al nostro fianco con la forza luminosa del suo Spirito. Le parole rivolte dall’angelo Gabriele a Maria: «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te!», ne sono la garanzia. Facciamole nostre e, pur nella fatica di ogni giorno, continuiamo ad offrire con gioia la nostra piccola testimonianza a Gesù e al suo Vangelo perché questo nostro mondo assomigli sempre di più a come lo vuole Dio. E così sia.

Mostra di Arte Contemporanea 17 ottobre 2020-28 marzo 2021

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