MESSAGGIO NATALIZIO 2019



Carissimi amici,
anche quest’anno ci è concesso di rivivere il mistero del Natale, il mistero di un Dio che, in Gesù, ha voluto abbassarsi per farsi nostro compagno di viaggio e condividere i limiti e le fragilità della nostra umanità.
Nel farsi uno di noi, infatti, Gesù ha voluto rischiarare con la luce del suo amore le fatiche, le delusioni, le sofferenze o i fallimenti che feriscono e appesantiscono il nostro cammino.
La vicinanza di Gesù è, dunque, per noi motivo di grande gioia, così come già l’angelo aveva prospettato ai pastori a Betlemme: «Vi annuncio una grande gioia – dice l’angelo – è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
Si tratta di una gioia sperimentata in una cornice di povertà. Gesù, infatti, è nato in una stalla, per farci capire che vuole essere vicino a chi non ha una casa o una patria, a chi non ha sicurezze su cui appoggiarsi, a chi vive nella precarietà e nell’incertezza del domani.
Gesù è stato deposto in una mangiatoia per dirci che vuole farsi prossimo di quanti sono nell’indigenza e nella povertà, per condividere le loro pene e le loro angosce e aprire il loro cuore alla speranza di un futuro migliore.
Nascendo umile e povero, però, Gesù vuole anche farci capire che, in fondo, tutti siamo poveri, nel senso che tutti abbiamo bisogno di lui per sostenere il peso della vita.
Siamo poveri perché tocchiamo con mano i tanti limiti con cui abbiamo a che fare.
Siamo poveri perché dipendiamo in larga misura dalle relazioni che intrecciamo con gli altri; abbiamo bisogno della loro attenzione, della loro comprensione, del loro affetto, della loro amicizia.
Quando poi ci illudiamo che la felicità consista nel rinchiuderci nella roccaforte del nostro “io”, anziché nel dono di noi stessi, allora siamo davvero poveri dentro.
La mancanza di generosità e la fatica ad aprire il nostro cuore e le nostre mani alla solidarietà e alla condivisione sono, infatti, segno di una grande povertà interiore che ha come compagne la tristezza e l’abulia.
Cari amici, non temiamo di esporre la nostra vita alla luce gioiosa del Natale.
Scopriremo con rinnovato stupore la ricchezza inestimabile di avere Gesù al nostro fianco, e di poter contare su un amico fedele che, anche nelle situazioni più difficili della vita, sa fare sbocciare nel nostro cuore il fiore della speranza, della gioia, della pace, dell’amore.
Queste sono le vere ricchezze a cui anelare. Questi sono i doni che Gesù ci offre se gli permettiamo di rinascere nella nostra vita ogni giorno.
Questo il mio augurio per ciascuno di voi e per quanti vi stanno a cuore. Buon Natale!


+ Donato Ogliari
Abate di Montecassino

 

 

 

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