Domenica pomeriggio, 9 febbraio, l’Abate Donato ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella ‘Chiesetta del Colloquio’ in località Villa Santa Lucia, per ricordare l’ultimo incontro di San Benedetto con sua sorella Scolastica prima che quest’ultima morisse.

A conclusione della sua omelia sul Vangelo del giorno, Matteo (5, 13-16), pronunciata al cospetto di una attenta assemblea, l’Abate Donato,  ha così commentato : “Santa Scolastica è stata luce proprio per questo. Non si parla molto di lei, tutto è racchiuso in quell’episodio narratoci da Gregorio Magno in cui suo fratello Benedetto non ne voleva sapere di rimanere a lungo con lei a passare qualche ora in conversazione spirituale, perché Scolastica già sentiva dentro di sé che di lì, a poco il Signore l’avrebbe chiamata.

In che modo, dunque, Scolastica quella sera, quando suo fratello aveva come pensiero fisso quello di rientrare in monastero, dimostra di essere luce? Scolastica é stata luce perché ha creduto nella potenza della preghiera, perché lei davanti al rifiuto del fratello si raccoglie in preghiera e all’improvviso si scatena questo temporale che impedisce a Benedetto e ai suoi discepoli di uscire.

La potenza della preghiera. Vogliamo essere luce? allora siamo uomini e donne di preghiera. Non contiamo soltanto su noi stessi e sulle nostre forze deboli, apriamo il nostro cuore, la nostra mente e la nostra vita al Signore. Coltiviamo l’amicizia con Lui. Per coltivare l’amicizia bisogna voler bene ad una persona, bisogna avere desiderio di incontrarla, bisogna avere il tempo per stare un po’ con lui o con lei e soprattutto condividere quello che siamo.

Affidiamoci e fidiamoci del Signore, come ha fatto Santa Scolastica, dimostrando in tal modo di essere una luce luminosa così come san Gregorio annota, quella luce che altro non era che un segno del grande amore che lei aveva per il Signore e in quel momento anche per suo fratello Benedetto. Nella testimonianza dell’amore noi siamo luce, altrimenti siamo persone spente, non passa nulla da noi all’altro. Perché ciò avvenga dobbiamo far passare la luce di Cristo dentro di noi perché raggiunga anche l’altro e per fare questo non dobbiamo essere ricurvi su noi stessi e pensare solo a noi stessi perché in questo modo impediremmo che la luce si espanda e risplenda al di fuori di noi. Vogliamo essere luce? allora lasciamoci illuminare dalla presenza del Signore e lasciamo che questa luce, come una lucerna, risplenda attraverso le nostre opere buone nei confronti di coloro che incontriamo sul nostro cammino.

Questo è ciò che vogliamo affidare all’intercessione di Santa Scolastica per ciascuno di noi, per i nostri cari e per le nostre comunità. Abbiamo tanto bisogno di dare sapore e luce a questo nostro mondo. Ciascuno di noi faccia la sua parte, piccola per quanto sia è una parte indispensabile che nessuno può assumere su di sé per un altro. Ciascuno di noi deve fare la sua parte: siamo tracce di sapore e di luce in mezzo ai nostri fratelli e sorelle. E così sia.”

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