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Tre candele accese su ciascuna delle colonne della navata centrale, le note dell'organo suonato dal Maestro Michele D'Agostino e il canto dei monaci: questa l'atmosfera di oggi nella  Basilica Cattedrale di Montecassino per festeggiare la sua dedicazione, la dedicazione di quella Basilica desideriana che nel 1071 papa Alessandro II venne a consacrare e che fu considerato uno degli eventi più importanti del tempo.

Don Tommaso Leccisotti lo ricorda bene nel suo libro "Montecassino" quando racconta che "[...]lo stesso papa diramò le lettere di invito per la singolare cerimonia. Vi parteciparono cinque cardinali, dieci arcivescovi, quarantatré vescovi, oltre ad abati e monaci senza numero. Dei principi secolari vi furono quasi tutti i più potenti dell'Italia meridionale [...].

La moltitudine del popolo fu poi innumerevole, e la provvida carità dei monaci fornì gratuitamente il vitto necessario, anche per gli altri giorni seguenti in cui continuò il concorso. I nostri occhi hanno potuto ancora godere la scena fantastica quale il magico pannello di Luca Giordano l'aveva ritratta sulla grande parete di fondo della Basilica cassinese.

Fu questo della dedicazione un avvenimento tale che ad esso il Chronicon riferisce non solo il sempre e più rapido incremento del monastero, sicché in due anni il numero dei monaci ne fu notevolmente elevato, ma anche l'accentuarsi del movimento di attrazione verso Montecassino."

Le parole dell'Abate Donato arrivano sempre al cuore di chi sa ascoltare, e anche oggi