Noci, 23 ottobre 2014

Miei carissimi fratelli,

come potete immaginare, la volontà di papa Francesco di nominarmi Abate Ordinario dell'Abbazia territoriale di Montecassino ha provocato in me non poca trepidazione, superata solamente dal desiderio di fare la volontà di Dio, così come essa si è andata configurando, e di mettere la mia povera persona al vostro totale servizio per camminare insieme e uniti sulle orme lasciateci dal N. S, P. Benedetto. In quanto suo 192mo umile successore, avverto in tutta la sua acutezza il compito che incombe su di me e sulla nostra comunità di mantenere viva – nel luogo stesso in cui San Benedetto ha vissuto e ha reso l'anima a Dio – l'eredità consegnataci nella sua Regola, specchio nel quale è riflessa la sua diuturna ricerca di Dio e il suo ideale di vita fraterna, scanditi dall'ora, labora et lege. In tutti noi, ne sono certo, vi è altresì la consapevolezza che questa nostra responsabilità travalica Montecassino. A noi guardano, infatti, non solo quei monaci e monache che si ispirano alla Regola benedettina, ma anche la stessa Chiesa, la quale desidera trovare nella fedele testimonianza della nostra vocazione monastica una fonte di ispirazione che l'aiuti ad affrontare le sfide del nostro tempo.
Come è stato reso noto, contestualmente alla mia nomina, il Santo Padre ha deciso la mutazione dei confini tra l'Abbazia territoriale di Montecassino e la Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. Anche se si interrompe un legame durato secoli con la cosiddetta Terra Sancti Benedicti, vogliamo scorgere anche in questa decisione un disegno della Provvidenza divina che guida la nostra storia personale e comunitaria. Aderendo con animo pieno a tale disegno, vogliamo anche ravvisarvi un ulteriore incitamento a concentrare il nostro cuore, la nostra mente, la nostra volontà e le nostre energie nel rendere la nostra vita monastica sempre più luminosa, capace di trasmettere con rinnovata freschezza quell'intuito evangelico-benedettino che per secoli l'ha guidata e sorretta nel suo servizio a Dio e ai fratelli.

 

Il mio pensiero, infine, non può non andare alla comunità monastica dell'Abbazia Madonna della Scala di Noci, in questo momento in cui viene privata di un figlio che per dieci anni le è stato anche padre e maestro. Ad essa sento di dover esprimere la mia profonda gratitudine e l'assicurazione della mia vicinanza fraterna e orante. In fondo – oltre che alla bontà misericordiosa del Signore – è alla comunità di Noci che debbo quello che sono come monaco, e con quello che sono ora vengo a voi, che siete divenuti la mia nuova famiglia monastica, desideroso unicamente di fare di me stesso un dono senza riserve.
In attesa di incontrarci e di poterci abbracciare personalmente, ringrazio P. D. Augusto Ricci per il prezioso servizio prestato alla comunità di Montecassino in qualità di Amministratore Apostolico, e nel porgere a tutti il mio cordiale saluto, affido all'intercessione di San Benedetto e di Santa Scolastica il cammino che ci si apre dinanzi.
Di cuore vi benedico tutti.

Vostro

+ Donato Ogliari O.S.B.

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Alla Comunità monastica di
MONTECASSINO

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