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15 febbraio 1944 - 15 febbraio 2018 : settantaquattro anni fa l’Abbazia fu distrutta da un bombardamento alleato che provocò molte vittime tra i civili rifugiati all’interno delle mura monastiche assieme ai monaci di Montecassino.

Come di consueto la Comunità monastica ha ricordato quei tragici momenti durante la s.Messa del mattino presto, ma quest’anno anche l’Amministrazione Comunale di Cassino insieme ad alcuni sindaci della “Terra Sancti Benedicti” si è raccolta in preghiera attorno all’altare della Cripta dell’abbazia durante una Messa celebrata da D.Luigi Maria Di Bussolo e alla quale hanno partecipato anche i bambini della Scuola San Benedetto, con alcuni genitori, con le suore della Carità e con i rappresentanti delle realtà che, insieme alla Scuola, fanno capo alla Fondazione San Benedetto, espressione dell’Abbazia sul territorio di Cassino: la Casa della Carità e il Corteo Storico Terra Sancti Benedicti.

D. Luigi Maria ha iniziato la sua omelia rievocando quei tragici momenti del bombardamento e sottolineando che “la scelta di indossare paramenti bianchi è stata dettata dal fatto che seppure oggi stiamo celebrando una messa in memoria, per la ricorrenza del bombardamento di Montecassino, lo stiamo facendo nella prospettiva della vita, della luce e della speranza. Non a caso sull’altare sono state poste le reliquie dei Santi Benedetto e Scolastica, come simbolo e presenza di quelle reliquie che si sono salvate anche durante il bombardamento, grazie al proiettile di artiglieria caduto, ma rimasto inesploso accanto all’altare maggiore.

Per fare memoria di quell’evento, dunque, non possiamo mai più sostenere la guerra, che porta alla morte, alla distruzione di una civiltà fatta di famiglie, di cultura e di spiritualità che permea ogni luogo sacro e che va rispettato nella sacralità della storia e della cultura che trasmette.

Farne a meno significa cancellare un pezzo della nostra storia, della nostra vita: abbiamo il dovere di lavorare per la Pace, dobbiamo essere costruttori di Pace già nella quotidianità per poi arrivare alle relazioni più alte tra gli Stati. La guerra ci deve insegnare che l’uomo, se vuole vivere, deve riconoscere l’importanza dell’umanità, di Dio che manca laddove c’è la guerra e la violenza.

Il Vangelo di oggi, che abbiamo ascoltato poco fa, si chiude con una domanda: “Quale vantaggio ha un uomo se guadagna il mondo intero ma poi perde se stesso?” Dove sta, dunque, il bene se ci perdiamo come esseri umani?

L’invito di d.Luigi Maria, al termine della sua omelia è stato dunque quello a ritrovare le radici del nostro essere cristiani e del nostro essere umani. Infine, rivolgendosi ai giovani presenti ha concluso dicendo: “noi crediamo in voi e siamo convinti che, se lavoreremo insieme, riusciremo a costruire un futuro migliore guardando all’importantissimo esempio che abbiamo qui con noi: san Benedetto, definito da Papa Paolo VI nel 1964 proprio “Messaggero di Pace”.

Durante l’offertorio i piccoli studenti della Scuola S.Benedetto, oltre ad ostie e vino hanno portato in dono delle armi - naturalmente giocattolo - con il desiderio “che nessuno versi più il suo sangue per una guerra e che tutte le armi del mondo siano messe a tacere”; un modellino dell’abbazia di Montecassino ricostruita “per ringraziare del grande dono della Pace che il Signore ha fatto alla nostra terra dopo i tragici eventi della Seconda Guerra Mondiale e chiedere che la guerra continui a rimanere solo un ricordo dei nostri nonni” e infine dei libri “segno di tutti quelli salvati dai monaci dopo la distruzione di Montecassino, per ringraziare della possibilità che ci è stata tramandata fino ad oggi di poter studiare e crescere nella conoscenza”.

La celebrazione è terminata con i piccoli studenti che mostravano tre cartelloni - realizzati in classe da loro stessi - a comporre la parola PAX, mentre tutti i presenti si apprestavano a leggere la Preghiera per la Pace .

 

13 e 14 Luglio 2019 - Santa Ildegarda di Bingen

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