Mattinata dedicata al ricordo quella di sabato 15 febbraio in Abbazia: una celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Donato Ogliari, Abate e Ordinario di Montecassino ha riunito i sindaci dei comuni limitrofi e della Terra Sancti Benedicti, alcuni rappresentanti delle Forze dell’Ordine e di Associazioni del territorio, tanti amici vicini all’Abbazia e i ragazzi dell’Istituto San Benedetto di Cassino che  hanno animato con le loro giovani voci la S.Messa per il 76°anniversario della distruzione di Montecassino.

La Basilica Cattedrale gremita ha testimoniato quanto sia importante essere uniti per ricordare quei tragici momenti di 76 anni fa - quando durante la Seconda Guerra mondiale l’Abbazia venne quasi completamente rasa al suolo e un mese dopo la città di Cassino. Tante vite irrimediabilmente segnate da quegli eventi che hanno cambiato il corso dell’esistenza di molte generazioni e ricordare quanto la Pace sia importante, a chi ormai la dà per scontata, è una delle azioni concrete che vanno messe in campo ogni volta che ce n’è l’occasione.

Di seguito alcuni passaggi dell’Omelia dell’Abate Donato che nel pomeriggio ha poi assistito presso il Museo Historiale di Cassino alla proiezione del Film Documentario “Sacrificate Cassino” in cui si è data voce e volto a molte delle persone che quei lunghissimi mesi li hanno tragicamente vissuti.

“Quello che il Signore ci vuole dire oggi è che dobbiamo lottare con tutte le nostre forze contro l’indifferenza che può insinuarsi
nel nostro cuore, mettere a repentaglio tutti i buoni sentimenti che lì albergano e quasi anestetizzarlo di fronte alle necessità altrui.

Abbiamo allora bisogno di quella luce che proviene dal nostro cuore per mantenerlo limpido, aperto, capace di compassione, di venire incontro alle necessità altrui imparando prima a riconoscerle per poi intervenire e distribuire quello di cui si ha bisogno: a volte può essere una parola buona, a volte anche semplicemente un sorriso, il fatto che l’altro senta la nostra prossimità.

Questo è ciò che il Signore ci chiede e questo ci aiuta a seminare: non solo parole ma soprattutto gesti di Pace, perché la Pace si costruisce così dalle piccole cose di ogni giorno, con l’attenzione e il rispetto reciproco, quel sovvenire gli uni verso gli altri, con il solidarizzare, il condividere. Così costruiamo la Pace che il Signore vuole regni non solo nel nostro cuore ma anche all’interno delle nostre relazioni e nelle nostre comunità religiose e civili.

Quello che 76 anni fa è avvenuto qui il 15 febbraio, preludio di quello che avverrà un mese dopo alla città di Cassino, e in tanti paesi e cittadine del nostro territorio e della nostra penisola, dovrebbe essere un monito a ricordare perché il ricordo ci aiuti a non far subentrare l’indifferenza rispetto a ciò che è stato, perché quelle cose lontane possono accadere anche oggi: se ci guardiamo intorno il nostro mondo non è pacificato e forse non lo sarà mai perchè l’uomo ha sempre bisogno di essere riportato al buonsenso e, soprattutto, quando esclude Dio dall’orizzonte della propria vita, è un uomo che è spesso in balia dei suoi sentimenti più negativi e perversi.

Ricordare per rifondare e ricentrare il nostro cuore su quei valori che costruiscono la giustizia, la pace, la serenità e la concordia.

Ci doni il Signore un cuore nuovo, puro, un cuore pacificato per noi e per tutti gli altri. E così sia."
 

 

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