Nelle giornate di sabato 13 e domenica 14 luglio, tra gli eventi per la festa di S. Benedetto, si è svolto a Montecassino un interessantissimo convegno organizzato dall'Abbazia di Montecassino con il contributo della Banca Popolare del Cassinate e della Camera di Commercio di Frosinone ed il patrocinio del Comune di Cassino. A suscitare tanto interesse e larga partecipazione anche da lontano è stato il personaggio di cui si è andati alla riscoperta ed attualizzazione: Santa Ildegarda di Bingen, monaca benedettina tedesca vissuta "sulle tracce di San Benedetto" nel XII secolo. Donna eccezionale e sorprendente, donna "forte", anticipatrice, dall'animo sensibile e appassionato e dalla mente aperta e poliedrica, ha lasciato numerose opere su un ventaglio impressionante di materie. Una donna proclamata da papa Benedetto XVI, il 7 ottobre 2012, "Dottore della Chiesa", per santità di vita e originalità di dottrina, riconoscendole una autorevolezza che "supera decisamente i confini di un’epoca e di una società" e il cui pensiero,"nonostante la distanza cronologica e culturale, si manifesta di perenne attualità".

La cosa davvero sorprendente, infatti, emersa da tutti gli interventi dei vari relatori, è stata proprio l'attualità delle sue teorie, non solo in campo teologico-spirituale, ma anche scientifico-naturalistico.

E' incredibile: una donna del Medioevo, entrata in monastero a 8 anni, di salute malferma, illetterata (si proclamava indocta, ma scrisse sempre in latino, pur non avendolo mai studiato), fu tanto "vigorosa nello spirito" che non solo curò il bene spirituale e materiale delle consorelle, ma si impegnò attivamente a promuovere un rinnovamento nella chiesa, appoggiata da papi, viaggiando e predicando nelle cattedrali e nelle pubbliche piazze di varie città tedesche e coinvolgendo, con la sua profonda spiritualità e la forte e determinata personalità, semplici fedeli e uomini di chiesa in una rigenerazione della teologia, della liturgia, della vita del clero, ma anche della musica e delle scienze naturali. Una vera "autorità spirituale" la sua.
A introdurre magistralmente tutti i presenti nella prospettiva di Ildegarda, nella cultura del suo tempo e nella sua scelta di vita come seguace di San Benedetto e della sua Regola, è stato Dom Donato Ogliari Abate Ordinario di Montecassino, con le sue parole sempre illuminanti.
Gli organizzatori, Dom Giovanni Pischedda osb e le prof.sse Immacolata Di Fazio e Angela Massa, ritenendo che il convegno, sebbene di due giorni, non potesse esaurire tutto ciò che riguarda S. Ildegarda, hanno scelto di andare per gradi, cominciando dalla conoscenza della dottrina medica ildegardiana, teorie e pratiche riguardanti la salute e quindi la botanica, l'erboristeria, la nutrizione, i cibi..., con il proposito di approfondire altri temi in appuntamenti successivi.
Perciò antropologi, come Francesca Serra, botanici, erboristi, farmacisti e speziali, come i dott. Marco Sarandrea, erborista ed etnobotanico, Vincenzo Mazziotta, Direttore della Farmacia-Spezieria dell'Abbazia di S. Paolo fuori le mura, medici come Andrea Geraci, ricercatore presso Istituto Superiore di Sanità di Roma, e Rosa Brancatella, medico ginecologa sessuologa psicoterapeuta e fitoterapeuta, hanno dimostrato, da vari punti di vista, la giustezza delle teorie anticipatrici di Ildegarda di Bingen, oggi confermate scientificamente, non solo per la conoscenza e l'uso terapeutico delle erbe, ma anche per aver intuito la "forza terapeutica della natura", il bisogno di una medicina "integrata" e di una medicina "per le donne" con nuovi modelli di cura, e le giuste regole per vivere bene, tenendo presente che "il cibo è cura". A questo proposito ha parlato Paola Lucchetti, project manager, che ha spiegato i criteri con cui sono stati preparati i pasti, a cui molti convegnisti si erano prenotati, secondo i consigli ildegardiani, apprezzati dai moderni nutrizionisti, per una cucina sana ed equilibrata.
Non sono stati trascurati gli aspetti storici e spirituali riguardanti S. Ildegarda, "Figlia di Benedetto", che nel suo primo libro teologico ha commentato la Regola benedettina, come ha illustrato la dott.ssa Alberta Manni. Una dimostrazione in più che il Medioevo è tutt'altro che buio, anzi è luminoso anche grazie a colei che è stata definita "Luce del suo popolo e del suo tempo": umile sì, ma che ebbe a che fare con papi e imperatori e scrisse libri che spaziano dalla teologia alla filosofia, dal diritto alla politica, dalla letteratura alla linguistica, dalla musica alla medicina e alle scienze naturali.
La prima giornata, densa di interventi, si è conclusa magnificamente nel segno dell'armonia con un momento particolare: Daniele Margiotta, professore di filosofia e storia, operatore olistico di campane tibetane, prima ha illustrato con le parole il misticismo musicale di Santa Ildegarda e delle campane tibetane, poi ha fatto sperimentare quanto detto, con un Concerto vibrazionale con campane tibetane che ha fatto davvero vibrare l'anima dei presenti. Vera "chicca" della serata.
Il secondo giorno, domenica, il Convegno si è spostato dall'Abbazia all'Area S. Antonio di Montecassino, dove un'esperta erborista, conoscitrice di erbe spontanee e di tradizioni, come Maria Sonia Baldoni, promulgatrice delle Case delle Erbe, ha guidato i partecipanti su percorsi di riconoscimento delle erbe e loro uso secondo quanto trasmesso da S. Ildegarda. Subito dopo, Ivonne Vergara Garcia, cultrice di botanica e fitoterapia, ha curato la preparazione di tisane secondo la pratica di Ildegarda.
Personaggio incredibilmente attuale e vicino, dunque, S. Ildegarda, nonostante gli otto secoli trascorsi. Monaca, mistica, profetessa, ha vissuto profondamente la spiritualità ma "incarnata" nel suo tempo di cui, in modo originale, attraverso le sue "visioni" e la sua riflessione intellettuale, ha osservato, indagato, compreso, divulgato ed anche "corretto" tanti aspetti: ed è stata consigliera politica, teologa, filosofa, agiografa, naturalista, medico, botanica, cosmologa, musicista e compositrice (probabilmente la prima!).
Davvero una "preziosa gemma benedettina", come l'ha definita il dott. Mazziotta. L'aver scelto la via di S. Benedetto costituisce sicuramente lo sfondo, il supporto e la motivazione grazie a cui Ildegarda, come persona e come donna, si è messa a quaerere Deum, a cercare Dio, in tutte le vie nelle quali ci viene incontro: l'uomo può entrare in modo consapevole in rapporto con Dio. Perciò Ildegarda lo cerca e lo trova non solo nella fede e nella Scrittura, ma anche nello studio delle scienze naturali indagando tutte le forme del creato, in cui Dio si rende intellegibile a tutti i cinque sensi del corpo.
Quello di Ildegarda è un sistema organico, complesso e "sapienziale" di pensiero e di spiritualità, in cui tutto è coerente, tout se tient, sono in armonia il corpo e lo spirito. Nel “Liber divinorum operum", Ildegarda pone l’immagine dell’uomo, che "racchiude tutti gli elementi del mondo ed è formato della materia stessa della creazione", al centro di un cerchio in una struttura complessa di rapporti fra microcosmo e macrocosmo, non statica, ma in un perpetuo movimento di amore per l’attività creatrice di Dio. L'uomo può fare grandi cose in tutti i campi, purché resti "nell'ordine". Quando l'uomo non si riconosce più creatura e non interagisce più nella dinamica di amore col Creatore, genera il male, sia nel corpo (malattie) sia nella natura (disastri ambientali) sia nello spirito (malinconia, depressione, peccati).
Dunque, il vero "messaggio" di S. Ildegarda, oggi più che mai attuale e che li riassume tutti, è che l'uomo non si ponga al centro di tutto come un idolo, ma si impegni a vivere una vita virtuosa, rispetti Dio, gli altri e la natura, sapendo che andare contro l'armonia della creazione si ritorce contro l'uomo stesso.
Un'ultima breve considerazione. Ildegarda di Bingen ha un grande significato per il mondo di oggi e una straordinaria importanza per le donne. In lei, dice papa Benedetto XVI, che sa parlare anche a coloro che sono lontani dalla fede e dalla Chiesa, "risultano espressi i più nobili valori della femminilità: perciò anche la presenza della donna nella Chiesa e nella società viene illuminata dalla sua figura, sia nell’ottica della ricerca scientifica sia in quella dell’azione pastorale".
Adriana Letta

Esposizioni - Franco Marrocco fino al 30 agosto e Franca Pisani fino al 27 ottobre 2019
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