Quando all’inizio del 2020 l’Abate Donato propose al curatore, prof. Roberto Capitanio, il tema della mostra che avrebbe voluto ospitare nel museo abbaziale, non poteva prevedere che sarebbe diventato così attuale, nella condizione di isolamento in casa che l‘emergenza sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ha portato tutti a vivere e sperimentare.

E dieci mesi fa non ci si aspettava neppure di dover arrivare al Vernissage con l’incertezza se poter inaugurare o meno la mostra, o con il timore di non avere una risposta adeguata da parte del pubblico, comprensibilmente focalizzato sul preservare la propria salute e quella dei propri cari.

Invece a volte accade quello che non ci si aspetta: oltre settanta le persone che hanno partecipato sabato pomeriggio 17 ottobre a Montecassino all’inaugurazione della mostra di arte contemporanea che impreziosirà ulteriormente il museo abbaziale per cinque mesi con le opere di Elio Marchegiani, Riccardo Guarneri, Gioni David Parra e Carlo Rea, accuratamente disposte lungo i due piani di esposizione.

La presentazione si è svolta a partire dalle ore 16.00 all’interno della Sala San Benedetto, per consentire il rispetto della norma sul distanziamento. Oltre ai tanti appassionati d’arte contemporanea provenienti dal Lazio e dalle regioni confinanti, erano presenti l’Assessore alla Cultura del Comune di Cassino Danilo Grossi, il già Presidente della Provincia di Frosinone Giuseppe Patrizi, alcuni rappresentanti delle Forze dell’Ordine della città di Cassino- il Tenente Colonnello Massimo Cacciarella dell’80° RAV ROMA di Cassino e il Capitano Giuseppe Scolaro, Comandante della Caserma dei Carabinieri di Cassino -, il Consigliere Comunale Bruno Galasso, il responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Cassino Mario Costa, il Presidente del Camusac Sergio Longo e il presidente del Museo del Parco di Portofino, Daniele Crippa.
Per sopraggiunti improrogabili impegni, Mauro Buschini, Presidente del Consiglio Regionale del Lazio – con la cui collaborazione è stata realizzata la mostra - non ha potuto prendere parte alla cerimonia, ma ha visitato l’esposizione in forma privata il giorno seguente, accompagnato dal prof. Capitanio, congratulandosi in primo luogo per l’importanza e il fascino dell’evento e poi per l’organizzazione.

“Habitavit secum – abitò con sé stesso” questo il tema della mostra che sarà possibile visitare fino al 28 marzo 2021.

“L’espressione “habitavit secum”- ha affermato l’Abate Donato sabato pomeriggio-, fa riferimento ad un episodio della vita di san Benedetto, descrive la solitudine fisica alla quale il santo dovette ritornare dopo tristi vicende, ma allude anche ad un’altra dimensione della solitudine, quella metafisica, quella, cioè, con cui tutti noi dobbiamo confrontarci, e che sperimentiamo quando percepiamo in noi quell’abisso che si apre al centro della nostra anima e che reclama un sguardo autentico, benché sofferto, su noi stessi, sul nostro io più vero.
Gli artisti coinvolti nella mostra si sono cimentati nel cogliere e nell’interpretare, alla luce della temperie culturale nella quale viviamo (e del lockdown provocato dalla crisi pandemica), le risonanze che l’habitare secum benedettino suscita nella mente e nel cuore dell’uomo contemporaneo. In ultima analisi, è una sfida a scoprire le impronte della propria anima.
Non è la prima volta che il Museo dell’Abbazia di Montecassino ospita una sorta di contaminazione accogliendo linguaggi artistici contemporanei – per lo più astratti, e dunque non immediatamente decifrabili- e permettendogli così di essere posti accanto ad opere del passato, di carattere illustrativo e figurativo, per retaggio culturale a noi più familiare e dunque più facilmente accessibili e fruibili.

Personalmente, sono convinto che l’arte contemporanea, anche quella che si esprime in forme più astratte, abbia qualcosa da dirci. Se non altro perché ci invita a riflettere, a prendere posizione di fronte a ciò che osserviamo e a cogliere le risonanze che l’una o l’altra opera suscita in noi, senza che sia necessario andare alla ricerca del pensiero o dei fantasmi inconsci che hanno guidato la mano dell’artista che quest’ultimo ha portato alla luce nella sua opera.”

L’Assessore alla Cultura del Comune di Cassino, Danilo Grossi, nel portare i saluti anche del sindaco della città, ha mostrato la sua soddisfazione affermando: “Oggi finalmente inauguriamo una mostra stupenda in cui l'introspezione e la capacità di scandagliare l'animo umano la fanno da padrone. Il grande valore dei 4 artisti contemporanei ancora viventi coinvolti in questa mostra la fa diventare una delle maggiori proposte artistiche degli ultimi anni di tutta la provincia di Frosinone. E di questo, ancora una volta, siamo davvero orgogliosi.”

È stata poi la volta dei due artisti presenti, Gioni David Parra e Carlo Rea mentre ad Elio Marchegiani e Riccardo Guarneri non è stato possibile partecipare e visiteranno nei prossimi mesi l’Abbazia e la mostra con le loro opere esposte.
“Nelle mie “lame di luce” – ha commentato Gioni David Parra – appositamente preparate per questa mostra, ho voluto rappresentare la salita e la discesa, ovvero il concetto basilare insito nella espressione “abitò con sé stesso” che dà l’idea che si possa uscire da se stessi in due modi: innalzandosi al di sopra di sé stessi (come nel caso della presunzione o della vanità) oppure andando al di sotto di sé stessi (come nel caso di una condotta di vita disdicevole).
Nei miei “no cube”, invece, pensati per essere integrati nelle sale del museo ho voluto rappresentare l’evoluzione storica dell’Abbazia di Montecassino, nell’essenzialità di piccole sculture in marmo bianco di Carrara. Il motivo della scelta della foglia d’oro e dei fondi damascati utilizzati in alcuni dei miei lavori qui presentati sono volutamente un chiaro riferimento ai paramenti esposti nel museo e alle tante opere presenti nel monastero in cui compare la stessa foglia d’oro.”

“Il lavoro preparato per questa mostra – ha affermato Carlo Rea – è realizzato con tele di garza sovrapposte, che, una volta messe una sopra l’altra, danno vita a delle forme aniconiche non attese e sicuramente non progettate a monte, nelle quali ognuno potrà immedesimarsi e leggere le sensazioni prodotte dalle loro trasparenze, proiettate sulle drammatiche immagini della distruzione del monastero.

L’installazione qui esposta, pertanto, si intende completata soltanto con la presenza attiva del visitatore che, quindi, diventa, parte integrante dell’opera stessa.”

Una visita alla mostra ha concluso il vernissage, tra gli apprezzamenti per la sensibilità e la delicatezza del tema affrontato, e per l’importanza delle opere esposte. Considerazioni, queste, che fanno ben sperare per una buona riuscita dell’evento che si concluderà tra cinque mesi.

C’è tutto il tempo per potersi organizzare, dunque, e ammirare da vicino dei veri capolavori dell’arte contemporanea italiana, riuniti per l’occasione in una location che da secoli è punto di riferimento in tutto il mondo per cultura e spiritualità .

Mostra di Arte Contemporanea 17 ottobre 2020-28 marzo 2021

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