Erano più di quattrocento i militari presenti al precetto pasquale dell'80°RAV Roma a Montecassino.

Lunedì 30 marzo alle ore 10,30 oltre 400 soldati dell' 80° RAV Roma del Comandante Col.Giampiero Romano, hanno partecipato alla Santa Messa di precetto pasquale.

Tra le tante autorità militari e civili erano presenti anche il Comandante della Scuola Sottufficiali dell'Esercito, Generale di Divisione Antonio Zambuco, la direttrice della Casa Circondariale di Cassino e il Comandante della Stazione Carabinieri di Cassino Emanuele Dell'Omo oltre agli allievi del 19° Corso Sergenti e il personale dell'80° RAV con i loro familiari.

Una Basilica dunque gremitissima e piena dei colori delle mimetiche degli oltre 400 militari che hanno seguito con sentita partecipazione la celebrazione.

L'Abate Donato, durante la celebrazione, ha voluto ringraziare i militari che svolgono con sacrificio il loro servizio quotidiano per il bene del Paese ed ha ricordato anche, nel centenario della Prima Guerra Mondiale, l'impegno dell'80° sulle montagne del Trentino, Vallarsa Val Terrignolo e Pasubio.

Due momenti particolarmente sentiti da tutti: il ricordo dei caduti dell'80° e la recita della Preghiera del soldato. Al termine della celebrazione il Comandante Romano ha ringraziato l'Abate Donato e ha rivolto il suo augurio per una serena Pasqua in famiglia a tutti i presenti.

Di seguito riportiamo alcuni passaggi dell'Omelia dell'Abate Donato:

"La lettura di oggi ci invita a fare nostro un linguaggio che non sia quello della prevaricazione, del sopruso, del predominio ma un linguaggio che apra il cuore agli altri che ci stanno accanto, che sia capace anche di comprensione, in cui traspaia il desiderio di capire chi mi sta accanto e come posso aiutarlo[...] Il brano del Vangelo di oggi vuol farci ricordare che noi siamo creature di Dio, siamo poveri mendicanti. C'è, infatti, una povertà anche verticale, non solo quella orizzontale che sperimentiamo ogni giorno in tanti nostri fratelli, ma quella verticale che ci riguarda tutti: la nostra creaturalità, il nostro essere inconsistenti, perché oggi ci siamo e domani potremmo non esserci più. La nostra vita è un passaggio più o meno lungo e quindi siamo tutti poveri da questo punto di vista, dipendiamo tutti da Dio: siamo poveri mendicanti e abbiamo sempre bisogno di Lui. Un invito per ciascuno di noi è quello, dunque, di rinverdire il nostro rapporto con il Signore, di chiederci: "come mi rapporto con Lui? è davvero importante per la mia vita la Parola del Signore? è davvero guida dei miei passi ogni giorno"?

Non dobbiamo poi dimenticare che, se Gesù stesso ha sentito il bisogno dell'affetto, dell'amicizia, perché non dimostrare anche noi il calore dell'affetto, dell'amicizia, della disponibilità, della generosità così come Gesù ogni volta che si fermava nella casa dei suoi amici? Abbiamo bisogno anche di questo per proseguire nel nostro cammino, perché questo non ci fa sentire soli. Soprattutto noi cristiani dovremmo metterlo in pratica perché il calore dell'amicizia non è altro che il calore dell'Amore che Gesù è venuto ad insegnarci".

Dopo la Santa Messa i militari hanno potuto visitare il monastero accompagnati dalle guide ufficiali dell'Abbazia, e hanno così conosciuto un po' meglio la casa di san Benedetto che li ha ospitati per questa importante mattinata di preghiera.

 

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