La più bella resurrezione che possiamo sperimentare è vedere la nostra vita trasformarsi con l’amore di Gesù, che illumina i cuori tristi e smuove le pietre tombali che ci portiamo dentro. Le parole dell'Abate Donato nel giorno di Pasqua.

 Fratelli e sorelle carissimi,

oggi giorno sacratissimo della Pasqua, facciamo memoria dell'annuncio solenne della Resurrezione di Gesù Cristo con la veneranda icona del SS.Salvatore acheropita e con l'aspersione dell'acqua riconosciamo le nostre colpe per poter partecipare degnamente alla mensa della Parola e dell’Eucarestia, e  per ricevere al termine della Celebrazione la benedizione papale, la quale ci elargirà l'indulgenza plenaria con la remissione di ogni pena dovuta per i peccati.



Con questa introduzione ha avuto inizio alle 10:30 la celebrazione per la Santa Pasqua nella Basilica Cattedrale di Montecassino. Ancora molto presenti le immagini della suggestiva Veglia Pasquale, vissuta da tutti con molta partecipazione, che hanno rafforzato i sentimenti di questa mattina predisponendo ad un ascolto attento delle parole dell'Abate Donato che qui riportiamo:

 

 

Santa Pasqua 2015

Fratelli e sorelle carissimi,

celebriamo quest'oggi oggi la risurrezione di Gesù .

Nei giorni scorsi ci siamo preparati a questo avvenimento rivivendo la sua passione e la sua ignominiosa morte, ma oggi festeggiamo proprio l'evento miracoloso della sua risurrezione.

Nessuno è stato testimone dell'evento in sé, di come Gesù abbia infranto il vincolo della morte. Alcuni elementi ci dicono come qualcosa di straordinario debba essere accaduto, ad esempio il sepolcro vuoto: Maria Maddalena constata che il corpo di Gesù non si trova più nel sepolcro e crede, come avrebbero fatto tutti, che sia stato trafugato .

Ma il sepolcro vuoto, da solo, ancora non ci dice che Gesù è risuscitato e neanche ce lo dicono quei teli di lino che erano stati utilizzati per avvolgere il corpo di Gesù.

Sono due gli elementi decisivi che ci diranno che Gesù è risuscitato, uno esterno e l'altro interno: l'elemento esterno sarà Gesù stesso che, risorto, apparirà ai suoi discepoli e lo farà molte volte. L' elemento esterno è invece l'amore, la capacità di vedere oltre i segni.

Ricordiamo un episodio che riguarda l'Apostolo Pietro quando, rientrando dalla fatica della pesca miracolosa trovano Gesù che aveva preparato una piccola colazione sulla spiaggia, Gesù risorto. E Gesù che inizia una sorta di interrogazione nei confronti di Pietro: " Mi ami tu Pietro? Certo che ti amo, tu lo sai." Per tre volte.

Quello è l'elemento decisivo per riconoscere Gesù risorto, presente anche oggi nella nostra vita e, come abbiamo detto, o cantato, nella orazione iniziale di questa Messa, la sua risurrezione ci ha aperto un mondo nuovo, ci ha aperto il futuro, la vita eterna, ci ha detto che la nostra vita non finisce quaggiù e che la morte non è l'ultima parola: meraviglioso!

Però bisogna che questo evento della risurrezione già ci tocchi fin d'ora, raggiunga la nostra vita già fin d'ora. Come? Attraverso l'amore. Come abbiamo sentito nel racconto evangelico, Gesù trascinava tutti a sé quel mattino di Pasqua, era un correre continuo: Maria Maddalena, che dopo aver constatato il sepolcro vuoto, corre ad avvisare i discepoli, Pietro e Giovanni che a loro volta ripercorrono il sentiero già percorso da Maria Maddalena, ma in senso inverso, per arrivare a vedere con i loro occhi.

Però, mentre Giovanni, dice l'evangelista, vide e credette, di Pietro si dice solamente che vide. Allora vuol dire che c'è un vedere, un constatare e c'è un vedere che riesce ad andare oltre quello che constata, ed è ciò che è avvenuto in Giovanni.

Giovanni, non dimentichiamolo, era il discepolo prediletto di Gesù, era colui che aveva avuto il sublime privilegio di appoggiare il suo capo sul petto del Signore durante l'ultima cena, di sentire il battito di quel cuore che palpitava all'unisono col cuore di Dio suo padre, quel cuore che palpitava l'amore stesso di Dio. E Giovanni è entrato in sintonia con questo palpito d'amore: il suo correre verso la tomba era già un correre intriso di certezza e il fatto che corra

più veloce di Pietro e arrivi prima di lui è dovuto anche al fatto che aveva qualche anno in meno di Pietro quindi era più lesto di Pietro, ma vuole soprattutto significare che l'amore mette le ali ai piedi, fa correre, fa volare appunto perché voleva constatare con i suoi occhi ciò che il suo cuore, intriso di Amore per Gesù, già gli aveva detto: che Gesù era risorto come aveva predetto.

Vide e credette: la chiaroveggenza dell'amore che sa vedere ciò che gli occhi della carne da soli non riescono a vedere. Certamente qualsiasi mamma o papà qui presente potrebbe dire quanto questo sia vero, quanto riescono a riconoscere nei loro figli quando c'è qualcosa che non va bene senza bisogno che aprano la bocca perché il cuore vede oltre le apparenze e questo è ciò che il Signore chiede anche a noi: entrare in un rapporto personale con Lui, entrare in questo rapporto vivo con il Signore risorto, significa lasciarsi trasportare dall'amore per lui, non solo, ma soprattutto, perché altrimenti non sarebbe possibile da parte nostra amarlo, Lasciarci amare da Lui.

La resurrezione più bella che noi possiamo sperimentare già fin d'ora ogni giorno nella nostra vita, è vedere il nostro cuore e la nostra vita che cambiano perché sono toccati dall'amore del Signore che ci trasforma; vedere come il nostro piccolo amore è sufficiente per attirare l'amore immenso di Gesù e vedere le meraviglie che Egli può operare in noi, quante barriere può infrangere, quante pietre tombali può smuovere dentro di noi, quanta luce può portare in un cuore spesso rabbuiato dalla tristezza, dal rancore, dall'incapacità di sapere donare noi stessi agli altri: l'Amore del Signore è capace di raggiungerci e trasformarci a sua somiglianza. Questo è il miracolo che egli desidera compiere ogni giorno nella nostra vita.

Allora accogliamo l'invito che Paolo ci ha rivolto nella Seconda Lettura di oggi: guardate alle cose di lassù perché la vostra vita, la nostra vita di cristiani è nascosta con Cristo in Dio; non è solamente quella che noi vediamo, che sperimentiamo giorno dopo giorno, e nella quale molto spesso inciampiamo credendo o illudendoci di potercela fare da soli, di non avere bisogno del Signore: la nostra vita, dal momento in cui siamo stati battezzati nella morte e resurrezione di Gesù, è nascosta con Lui in Dio, cioè è divenuta un tutt'uno con la sua.

Allora la Pasqua più bella oggi, domani e sempre sarà proprio quella di aprirgli il nostro cuore, di fare in modo che la sua luce irrompa abbondantemente in noi e ci trasformi a Sua immagine, testimoni della vita risorta di Gesù ai nostri fratelli e alle nostre sorelle.

Buona Pasqua a tutti.

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