Nella domenica di Pentecoste l'Abate Donato impartisce il Sacramento della Confermazione a sei emozionati cresimandi.

Come ogni anno, anche la scorsa domenica, solennità della Pentecoste, nell'Abbazia di Montecassino si sono celebrate le Sante Cresime. L'Abate Donato ha impartito Il Sacramento della Confermazione ad Angela, Federica, Francesca, Vittoria, Grazia ed Antonio che, presentati tutti i documenti necessari, hanno chiesto ed ottenuto di poter ricevere il Sacramento nella Basilica Cattedrale di Montecassino.

Cresimandi, padrini e madrine erano già presenti già alle dieci in Chiesa, come da indicazioni ricevute. Un po' emozionati hanno seguito le disposizioni di Dom Antonio Potenza e Dom Luigi Maria Di Bussolo affinché tutto si svolgesse con serenità per loro e senza ansia di sbagliare qualche spostamento in Basilica.  Al termine della celebrazione, i sorrisi sono diventati più distesi e ci si è potuti dedicare con calma alle foto agli auguri nel chiostro dei benefattori.

 

Vi aspettiamo il prossimo anno nella Domenica di Pentecoste per la vostra Confermazione in Abbazia. 


Di seguito riportiamo l'omelia dell'Abate Donato per quanti non hanno avuto l'opportunità di ascoltarla in Basilica.

PENTECOSTE
Anno B
PRIMA LETTURA (Atti 2,1-11)
Come abbiamo ascoltato nella prima lettura, la narrazione della Pentecoste, ossia della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, è affidata ai simboli: sulla casa dove essi si trovavano si abbatté un vento impetuoso, e apparvero loro come lingue di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di essi. Il vento, a cui nessuno comanda, allude alla libertà dello Spirito, mentre il fuoco sottintende l'ardore con cui esso riscalda il cuore dell'uomo e lo illumina.

Il fatto, poi, che lo Spirito sia rappresentato sotto forma di lingue di fuoco introduce un ulteriore simbolo, quello della unicità e diversità di ogni credente. E che questo sia vero, lo intuiamo dalla reazione di quanti ascoltavano gli apostoli: "Come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua?"

Lo Spirito opera direttamente nel cuore di ogni uomo, e a chi si rende disponibile dona la libertà interiore, lo libera cioè dalle ristrettezze dei suoi preconcetti e delle sue pseudo-sicurezze, gli infonde un ardore nuovo che lo riscatta dal tran tran spirituale stanco, ripetitivo, abitudinario.

Lo Spirito, dunque, ci viene incontro, spalanca la nostra vita personale sul futuro di Dio, e ci aiuta a comprendere che la comunione ecclesiale non è uniformità, ma sinfonia delle diversità, è creatività, apertura a cammini inediti. In tal senso lo Spirito è all'origine di quella "Chiesa in uscita" di cui sovente ci parla papa Francesco.

VANGELO (Giovanni 15,26-27;16,12-15)
Il brano evangelico proposto dalla liturgia di oggi va compreso nel contesto delle esortazioni e dell'incoraggiamento che Gesù rivolge ai suoi discepoli in vista delle persecuzioni che li attendono.

In un clima di prevedibile ostilità Gesù dona loro la consolante promessa della testimonianza dello Spirito Santo. Quest'ultima non è tanto una difesa esterna (anche se Gesù altrove aveva detto di non preoccuparsi di che cosa dire di fronte ai tribunali del mondo, perché sarebbe stato lo Spirito stesso a suggerirlo), quanto una testimonianza interiore, che nasce dal di dentro, nel cuore del discepolo e della comunità. Si tratta di una testimonianza che – di fronte all'ostilità del mondo e alla sua opposizione – rinfranca e rincuora, in particolare quando il discepolo è assalito dal dubbio, dallo scoraggiamento e dalla tentazione di mollare tutto. In quei momenti sarà proprio lo Spirito Santo ad aiutarlo dal di dentro, facendo nascere in lui la forza e la pace nel bel mezzo della prova.

La funzione di memoria e di insegnamento dello Spirito Santo

Molto importante è l'espressione: "...non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito...". Tutto quello che c'era da rivelare, in ordine alla salvezza, è stato rivelato da Gesù. Lo Spirito Santo non farà altro che insegnare quello che già Gesù ha insegnato. Non solo l'insegnamento di Gesù, ma soprattutto l'insegnamento che è Gesù. Lo Spirito non farà altro che ricordare e fare comprendere sempre più e meglio chi è Gesù.

La persona e l'evento di Gesù costituiscono quella verità tutta intera alla quale lo Spirito Santo ci guida, o meglio dentro la quale Egli ci guida, in una conoscenza progressiva della verità che è il Cristo; non un accumulo di conoscenze, ma un cammino di interiorizzazione e assimilazione che ci conduce sempre più verso il centro o la radice che è l'esperienza stessa di Cristo, dalla quale scaturisce la proposta che dà senso alla nostra vita. E così sia.

 

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