"Le Ceneri ci ricordano che la nostra lontananza da Dio ci rende inconsistenti": l'omelia di padre Cesare Falletti nel mercoledì delle Ceneri in Abbazia.

 Il dieci febbraio è il giorno in cui tradizionalmente si festeggia s.Scolastica, ma quest'anno la ricorrenza ha lasciato il posto al mercoledì delle Ceneri. Alle 10.30 nella Basilica Cattedrale, l'Abate Donato ha presieduto la celebrazione, concelebrata da padre Cesare Falletti, monaco cistercense priore emerito dell'abbazia di Pra 'd Mill in Piemonte, che in questi giorni sta predicando gli esercizi spirituali per la Comunità monastica .

L'omelia è stata pronunciata proprio da lui che ha commentato con queste parole il Vangelo del giorno: "Paolo ci ha detto: 'Questo è un momento favorevole'. Ma favorevole a cosa? Favorevole per ritrovare quella unità con Dio che viene a ricordarci quello splendore che abbiamo perso. Oggi c'è questo segno delle ceneri, una cosa estremamente volatile, che ci dice che dobbiamo partire dalla presa di coscienza che la nostra lontananza da Dio ci rende inconsistenti. Siamo allora richiamati a ritornare con un cuore che si lascia colpire, che può far sgorgare lacrime che rappresentano il momento in cui l'uomo accetta di avere bisogno di Dio.

Sembrerebbe un percorso impossibile da fare se pensiamo alla distanza che dovremmo percorrere in questi quaranta giorni della Quaresima verso la Santa Pasqua per essere pronti a risorgere con Cristo ed essere una creatura nuova. Ma Dio non ci complica le cose, ci dà dei punti a cui dobbiamo attenerci e che rappresentano anche delle trappole, la trappola dell'orgoglio c'è sempre in qualunque cosa. Allora dandoci delle piste di salvezza dice anche "fate attenzione" perché invece di farne un cammino verso la gioia di Dio rischiate di dipingervi la faccia con degli strani colori che distruggono totalmente. Questi tre punti sono la preghiera, le opere di misericordia e il controllo della nostra vita fisica ma anche psichica e spirituale . Il fatto che non si può far nulla se non si chiede l'aiuto di Dio, se non si è in comunione con Dio. Ma questo l'uomo cerca di dimenticarlo, lo trova scomodo e invece quando è solo nel segreto della sua camera con le porte chiuse l'uomo ritrova se stesso ed è libero di dire al suo Dio "abbi pietà di me, vieni in mio aiuto".

Naturalmente quando ha raggiunto questa povertà si accorge che anche gli altri, i suoi simili hanno una povertà e allora esce per aiutarli per essere misericordioso. Ma se non si fa esperienza di misericordia è difficile essere misericordiosi e si rischia di prendere quel poco che ci possono dare invece di dare tutto noi stessi.

Infine, se noi non vogliamo essere completamente addormentati abbiamo bisogno di affrontare il nostro vivere con una certa severità che non vuol dire cattiveria ma avere un fine, uno sguardo verso la pienezza e volerla raggiungere.

Tutti abbiamo un'idea di cosa voglia dire allenarsi e di come non si possa fare nulla senza allenamento. E allora è questo che il Signore ci dice: Allenatevi perché dovete correre fino a Pasqua e questa corsa rischia di stancarvi prima dell'arrivo quindi allenatevi, il cuore deve essere tutto teso verso questa gioia del desiderio pasquale. Questo ce lo chiede il Signore, ce lo dice s.Benedetto e anche la verità del nostro vivere perché sappiamo che la nostra vita è una scommessa importante e che se non ce la giochiamo bene rischiamo di perderla ma che davanti a noi c'è la promessa della grazia nella misura in cui ascoltiamo la Parola di Dio che ci condurrà fino al fondo della strada, fino alla gloria di Dio."

 

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