"La Pasqua è la festa della vita, della vittoria della vita sulla morte, della vita in tutte le sue espressioni più belle, più buone e più vere": la Veglia Pasquale a Montecassino.

Tre battesimi e una iniziazione alla vita cristiana nella Veglia Pasquale di quest'anno a Montecassino: Simone, Andrea Antonio, Claudia e Martina. La gioia e l'emozione di Martina chiaramente espressi nel suo sorriso raggiante, unite al pianto dei bambini hanno illuminato ancora di più una celebrazione di per sè già emotivamente  forte.

Il cielo sgombero di nuvole ha permesso che fosse il chiostro dei benefattori lo sfondo per il rito del fuoco e del cero pasquale prima di tornare nella Basilica che dal buio è tornata pian piano alla luce, nel consueto suggestivo alternarsi di buio e luce,appunto, che la Veglia pasquale porta con sè.

 

 

Il testo integrale dell'Omelia dell'Abate Donato qui di seguito:

 

 

VEGLIA PASQUALE 2016

 


Lc 24,1-12

Il racconto della risurrezione del Signore – o meglio del ritrovamento della tomba vuota da parte delle donne che, di buon mattino, si erano recate al sepolcro per ungere il cadavere di Gesù – prende avvio da una costatazione: «Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro».

La rimozione della grossa pietra che chiudeva l'ingresso della tomba, ci offre dunque lo spunto per una riflessione di fondo. Quella pietra rimossa, infatti, non rimanda solamente al mistero della Risurrezione di Gesù, vista nella sua oggettività – ossia come vittoria sulla morte corporale – ma, simbolicamente, allude anche al rovesciamento di tutto ciò che ha attinenza con la morte spirituale, la morte che può raggiungere e attanagliare i nostri sentimenti, le nostre emozioni, la nostra ragione, impedendoci di vivere nella verità e nella libertà del Vangelo.

Il Signore sta sempre dalla parte della Vita vera, e rimuove le pietre che la ostruiscono. Le parole riferite dai due uomini in abiti sfolgoranti alle donne giunte al sepolcro quel mattino di Pasqua, continuano a risuonare in tutta la loro intensità anche per noi oggi: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo. Non è qui, è risorto».

Gesù risorto ci offre una vita nuova, che illumina e trasforma le profondità del nostro essere. Egli ci libera dalle catene del peccato e dal peso del male che ci attrae per schiacciarci.

Quanti macigni ci trasciniamo dietro! Quante pietre pesano sul nostro cuore rallentandone i battiti vitali! Quante ferite, quante paure, quante pretese esagerate, quanti irrigidimenti ci portiamo appresso come cose morte e pesanti che rattrappiscono la nostra libertà interiore e ostacolano la pace, dentro e fuori di noi!

La Pasqua è la festa della vita, della vittoria della vita sulla morte, della vita che in noi è più forte della morte, della vita in tutte le sue espressioni più belle, più buone e più vere.

Anche al centro della seconda lettura, tratta dalla Lettera di san Paolo apostolo ai Romani – e proclamata prima che il canto dell'Alleluia risuonasse gioioso sotto queste volte – si staglia la figura di Cristo morto e risorto.

Anche questo testo – che rappresenta una delle più importanti catechesi battesimali – ci parla del passaggio alla vita nuova che si realizza in tutti coloro che credono nel Signore e vengono battezzati nel suo mistero pasquale di morte e risurrezione: «Per mezzo del battesimo – afferma Paolo – siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova».

Alla luce di tutto ciò, comprendiamo come non vi sia un momento più alto e significativo – per essere battezzati e inseriti nella vita nuova di Cristo – di questa Veglia pasquale.

Questa santa notte che stiamo celebrando è, infatti, la notte battesimale per eccellenza, nella quale la rigenerazione, donata a quanti vengono battezzati nel mistero di morte e risurrezione di Cristo, acquista tutta la sua pregnanza.

Immersi con Cristo, «morto per il peccato una volta per tutte», i battezzati risorgono insieme con Lui a vita nuova: liberati dal peccato originale e riconciliati con Dio, diventano suoi figli; sono sostenuti dalla speranza della vita eterna e, inabitati dallo Spirito Santo, si impegnano ad essere nel mondo testimoni fedeli e gioiosi del Vangelo.

Tra poco, tutto ciò diventerà realtà per i piccoli Simone e i due gemellini Andrea Antonio e Claudia, e per Martina.

Quest'ultima, già adulta e – come si dice in gergo – catecumena, non sarà solamente rigenerata a vita nuova in Cristo tramite il battesimo, ma riceverà anche gli altri due sacramenti dell'iniziazione cristiana, la cresima e l'eucaristia. Dopo aver ricevuto lo Spirito Santo che l'abilita ad essere testimone del Cristo, sarà perciò chiamata a condividere anche il banchetto eucaristico, dove, cibandosi del pane e del vino, trasformati nel corpo e nel sangue di Cristo, sarà pienamente inserita nella Vita nuova del Cristo risorto.

A questi nostri fratelli e sorelle che si affacciano alla vita divina, chi personalmente e responsabilmente, come Martina, e chi accompagnato e sostenuto dalla fede dei genitori e dei padrini e madrine, come Simone, Andrea Antonio e Claudia, diciamo: «Purificati nell'acqua, battezzati e illuminati dal fuoco dello Spirito, voi siete trono di Dio, sua nuova dimora, suo strumento e sua luce. Portate impressa nel vostro cuore e nella vostra vita la gioia di essere Suoi».

E stringendoci attorno a loro, ci sentiremo anche noi sospinti a vivere con maggior intensità quegli impegni battesimali che un giorno ci siamo assunti tramite i nostri genitori, padrini e madrine, quegli impegni che ci indicano la via della "vita buona del Vangelo", quella che rende autentico e felice il nostro cammino di quaggiù.

E così sia.

 

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