"La pace e l'unità, di cui la Fiaccola è portatrice, possono rifiorire anche dalle macerie, come è avvenuto per Montecassino": l’Abate Donato a Norcia per l’accensione della Fiaccola sulle rovine della Basilica di San Benedetto.

Sin dal primo incontro tenutosi a Cassino nel mese di gennaio, è stato chiaro per tutti che i festeggiamenti in onore di San Benedetto quest'anno avrebbero avuto un unico filo conduttore: la vicinanza alla città di Norcia e al difficile momento che la popolazione sta attraversando dopo le terribili scosse di terremoto che hanno fatto crollare il cuore della città assieme alla Basilica di San Benedetto.

E così infatti è stato: a partire dal concerto di beneficenza a Cassino, seguito il giorno dopo dalla Celebrazione in Abbazia presieduta dall'Arcivescovo di Spoleto-Norcia Mons. Renato Boccardo e concelebrata dall'Abate di Montecassino Dom Donato Ogliari, tutto è stato pensato in funzione di una rinascita all'insegna della solidarietà e della sobrietà, ridando vita a quei momenti della tradizione che possono aiutare a tornare con più facilità alla normalità.

Per questo, essere stati a Norcia sabato 25 febbraio, con le delegazioni dei Cortei Storici di Cassino e Subiaco, che si sono uniti a quello della città umbra, e aver acceso la Fiaccola benedettina "Pro Pace et Europa Una" sulle rovine della Basilica ha avuto un significato davvero forte ed è stato un segnale di speranza e impegno ad andare verso la rinascita nel nome di San Benedetto.

Commovente e suggestiva la cerimonia liturgica in piazza ai piedi della statua di San Benedetto e difficile non fare il parallelo con quella rimasta in piedi nel chiostro bramantesco a Montecassino dopo il bombardamento del febbraio 1944. Molti dei presenti erano in lacrime, provati dai giorni difficili ma mossi da un desiderio forte di riscossa e rinascita senza lasciarsi andare, volendo credere fortemente in una veloce ricostituzione del tessuto sociale che inevitabilmente ha subito degli scossoni.

Il Corteo Storico Terra Sancti Benedicti ha sfilato assieme ai cortei di Norcia e Subiaco percorrendo insieme quella che qualche mese fa era definita "zona rossa", zona off limits per tutti tranne che per i valorosi vigili del fuoco che anche sabato pomeriggio hanno mostrato la loro professionalità scortando la delegazione sulle macerie della Basilica.

"In un momento in cui realizziamo la "globalizzazione dell'indifferenza" - ha affermato Mons. Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia- in cui si misura la vita delle persone con il metro dell'economia , diventiamo disattenti alla storia, alla società e all'uomo; è un po' come se il nostro continente avesse perso l'anima.

 

Accanto alle macerie che vediamo attorno a noi, vediamo un secondo segno che è quello della statua del Patrono del continente europeo, in piedi nonostante tutto, e questo richiama il messaggio della stabilità della solidità, con l'indice puntato in avanti: San Benedetto ci dice che non serve guardare indietro, dobbiamo guardare avanti con sapienza, con quegli strumenti che il santo di Norcia utilizzò per fondare l'Europa così come ricordatoci da Paolo VI : con la croce , con cui ha fondato l'unità spirituale degli europei, con l'aratro, nobilitando la fatica umana, e con il libro, con cui ha sottolineato l'importanza del sapere.

 

Sentiamo tutti che è necessario ridare un'anima a un progetto che forse l'ha persa ed è necessario tracciare la strada verso un umanesimo integrale, per questo, anche, vogliamo accendere la Fiaccola che è un gesto di speranza. Il messaggio di San benedetto e della Fiaccola sarà tanto più credibile quanto più lo vivremo concretamente nella nostra quotidianità. Con la sua intercessione, San Benedetto ottenga per noi tutti la sapienza del cuore per abitare bene il nostro tempo e ci accompagni con la benedizione che invoca per noi dal Signore padre di tutti".

"La nostra solidarietà - ha affermato l'Abate Donato- arriva, da monaci, con la preghiera, ma la solidarietà si esprime anche con la presenza ed è per questo che io e dom Luigi siamo qui stasera: per portare la vicinanza della Comunità monastica di Montecassino ai confratelli monaci ma anche a tutti voi, alla popolazione di Norcia. Quello che quest'oggi con la Fiaccola vogliamo ribadire è che la pace che ci ha insegnato Benedetto consiste nel guardare sempre avanti anche in mezzo alle difficoltà, nel mantenere accesa e luminosa questa Fiaccola della speranza perché è nel futuro che c'è la vita, nel futuro che ci viene incontro e nel quale possiamo costruire cose ancora più belle di quelle fino ad ora realizzate. Solidarietà spirituale, dunque, la nostra ma anche amicale nei confronti di tutti voi. "

Carlo Maria D'Alessandro, sindaco di Cassino e Francesco Pelliccia, sindaco di Subiaco, senza nascondere la loro emozione, hanno manifestato grande vicinanza al sindaco Nicola Alemanno e alla città di Norcia dando ancora più vigore ad una amicizia nata nel segno di San Benedetto e che negli anni si sta rafforzando sempre di più.


I tedofori di Norcia, Subiaco e Cassino hanno consegnato nelle mani di un atleta della Protezione Civile, così presente negli ultimi mesi nella città umbra, la Fiaccola che poi, grazie ai Vigili del Fuoco, è stato possibile accendere sulla Basilica distrutta, gesto altamente simbolico, come poi sottolineato dal stesso Abate Donato al termine del pomeriggio: "L'accensione della Fiaccola sulle rovine della Basilica di S.Benedetto ha assunto un significato altamente simbolico. La pace e l'unità, di cui la Fiaccola è portatrice, possono infatti rifiorire anche dalle macerie come è avvenuto per Montecassino. In questa occasione vogliamo condividere con la Comunità di Norcia il nostro motto "succisa virescit"(recisa rinasce) . È il segno della speranza che, attraverso il messaggio del nostro santo fondatore Benedetto, siamo chiamati a riscoprire per affrontare il futuro con fiducia e determinazione."

 

Con la lettura del Messaggio di Pace si è concluso il momento di raccoglimento e poi ci si è ritrovati tutti presso il campo sportivo dove, tra mille difficoltà, i commercianti e i ristoratori hanno riavviato le loro attività riuscendo ad inaugurare anche quest' anno, Nero Norcia, la Fiera del Tartufo che attira visitatori da ogni parte d'Italia e ci auguriamo sia così anche quest'anno in modo da ridare un po' di ossigeno ad una struttura sociale ed economica che fa fatica a riprendere a respirare con il giusto ritmo.