"Scritture di Luce": la performance artistica di Marco Nereo Rotelli e di Gianluca Littera, incanta la città e il web

Dare l'assenso per un evento che sulla carta sembra molto distante dalla realtà del monastero significa, tra le altre cose, assumersi l'onere di una decisione che può facilmente diventare "impopolare", ma il successo che l'installazione luminosa del Maestro Rotelli ha avuto in città, sui social, sui quotidiani e sulle emittenti televisive locali e nazionali, mette in fuga qualsiasi dubbio sulla sua bontà.

Quest'anno la festa liturgica di San Benedetto ha avuto un accompagnamento diverso dal solito: a partire dal 30 giugno, con il concerto di Aehmed Ahmad che ha portato il suono del suo pianoforte e la sua voce come testimonianza della tragedia siriana, passando per il concerto in memoria di Annibale Messore del Coro S.Ambrogio e per finire con le incantevoli musiche della "Banda Don Bosco" Città di Cassino a creare una splendida cornice che ha impreziosito il quadro del programma religioso.

L'evento è stato certamente di natura estetica ma anche etica: si voleva veicolare un messaggio attraverso le parole di poeti di tutto il mondo invitati ad intervenire con stralci delle loro creazioni dalla Siria al Lussemburgo passando per la Cina, versi lontani e diversi che sono andati a ricomporsi in una collana di luce: una installazione dedicata al segno, alla parola che si fa messaggio nel luogo stesso in cui la scrittura ha rivestito un ruolo così fondamentale.

Luogo, infatti, più idoneo ad ospitare "Scritture di Luce" non poteva esserci: una Abbazia che è scrigno della cultura e della scrittura accoglie una creazione fatta di parole scritte e di suoni di una musica appositamente creata a supporto dell'opera del Maestro Rotelli che così ha scritto in prossimità dell'evento:

"Vorrei che ogni spettatore, tanti o pochi non ha importanza, vivesse l'esperienza dello stupore, scoprendo la bellezza della scrittura come luce per ribadire la mia idea di totalità dell'arte".

L'Abate Donato, invece, riprendendo un concetto espresso nella sua omelia pronunciata al mattino, prima della performance artistica si è espresso in merito alla necessità, alla "opportunità di ciascuno di essere luce e di spargerla attorno a sé per rendere questo mondo un po' più vivibile. Spesso non vediamo la luce che abbiamo dentro di noi - ha affermato il PAdre Abate- perché siamo i primi ad occultarla e ad impedirle di emergere, quando invece dovrebbe rivelarsi in tutta la sua bellezza".

 

Servizio fotografico di Roberto Mastronardi