Arte-riesumare un santo

 

I resti mortali di San Benedetto e di sua sorella gemella Santa Scolastica sopravvivono ancora oggi a quasi 15 secoli dalla loro morte, grazie soprattutto agli attenti monaci di Montecassino e ad altri devoti fedeli nel corso dei secoli. La tomba originaria si trovava nel originario oratorio di San Giovanni Battista, costruito intorno all'anno 529 d.C. ed oggi la loro tomba si può visitare presso il meraviglioso Altare Maggiore della ricostruita cattedrale di Montecassino.

Subito dopo il terribile bombardamento di Montecassino durante la Seconda Guerra Mondiale, ci fu l'opportunità di riesumare ed esaminare i resti mortali che erano rimasti intatti durante il bombardamento. Erano presenti tantissime persone per testimoniare e documentare l'apertura del santo sepolcro ed ispezionarne il contenuto. Dottori, archeologi, operai e monaci di Montecassino, tra cui l'abate Ildefonso Rea, furono presenti per tutta la durata dell'evento. Fu celebrata una santa messa e tutti poi si misero al lavoro rimuovendo come prima cosa il pavimento di marmo dell'Altare Maggiore. Al di sotto fu rivenuta la lastra di marmo intagliato del quindicesimo secolo che ricopriva l'urna di alabastro. All'interno dell'urna di alabastro c'erano le iscrizioni originali che indicavano l'urna come luogo di riposo per le spoglie di San Benedetto e Santa Scolastica. Subito dopo aver aperto il contenitore di piombo, furono rinvenuti all'interno i resti di due persone. Le ossa e i frammenti furono rimossi, separati ed organizzati attentamente. L'esame meticoloso diede conferma di come le ossa fossero davvero quelle di San Benedetto e di sua sorella Santa Scolastica; furono quindi poste all'interno di un nuovo contenitore in argento e poi in una nuova urna di bronzo. I resti furono poi riposti con una cerimonia solenne presso l'Altare Maggiore della nuova cattedrale di Montecassino, nel 1955.