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Corpus Domini 2018

 

“L’Eucarestia è un mistero d’Amore”, con queste parole D.Giuseppe Roberti, Priore dell’Abbazia di Montecassino, ha iniziato l’Omelia della celebrazione per il Corpus Domini da lui presieduta. La sua è stata una riflessione molto sentita sul sacrificio

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Accompagnati dalla preghiera della Veglia che si è tenuta in abbazia sabato 19 maggio, nella Domenica di Pentecoste l'Abate Donato ha presieduto la Celebrazione conventuale delle 10.30, durante la quale, come da consuetudine, ha impartito il sacramento della Confermazione a 25 emozionati Cresimandi che hanno scelto di vivere in Abbazia questo momento così importante della loro vita.

 

Di seguito il testo integrale dell'omelia dell'Abate Donato.

 
 
SOLENNITÀ DI PENTECOSTE 2018


Le letture che sono state proclamate descrivono modi diversi – ma convergenti e complementari – con cui lo Spirito Santo agisce nella nostra vita di credenti rendendoci sempre più conformi a Gesù e sempre più

Copia di MG 4817
Bibbia e Regola
6 - 8 luglio 2018


A partire dal tema della giornata mondiale di preghiera per le vocazioni
Dammi, Signore, un cuore che ascolta” (1 Re 3,9)
la Comunità monastica di Montecassino propone il ritiro spirituale

“Porgi l’orecchio. Riscoprire la dimensione dell’ascolto”
Dal silenzio all’ascolto / Ascoltare con il cuore / Dall’ascolto alla parola / Ascolto e dialogo

Le giornate saranno guidate da

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13 nazioni, 97 scuole, 164 studenti, 57 professori per un totale di 221 presenze per la XXXVIII edizione del Certamen Ciceronianum Arpinas di maggio 2018 che anche quest'anno ha fatto tappa in Abbazia per il tradizionale saluto del padre Abate.

 

S.E. Ogliari ha accolto  tutti nel salone S.Benedetto dapprima in inglese e poi

D.Alessandro Promessa Solenne

 "Colui che dev'essere ammesso alla vita monastica, nell'oratorio, alla presenza di tutti i fratelli, davanti a Dio e ai Santi, faccia promessa solenne di stabilità, di conversione dei propri costumi e di obbedienza. Se nel futuro agirà in altra maniera, sappia che sarà condannato da colui che egli ha deriso. Metta per iscritto questa sua promessa fatta nel nome dei Santi, di cui nell'oratorio si conservano le reliquie, e nel nome dell'abate presente. La scriva di suo pugno o almeno, se è analfabeta, se la faccia scrivere da altri, e vi apponga come firma un segno. Poi la deponga di sua mano sull'altare". (RB 58, 17-20)

Domenica 29 aprile nella Basilica Cattedrale di Montecassino, durante la S. Messa delle 10:30, alla presenza anche dell'abate presidente della Congregazione Sublacense Cassinese, Abate Guillermo Arboleda Tamayo O.S.B.,  d. Alessandro Trespioli ha pronunciato i voti per la sua professione solenne a distanza di tre anni dalla promessa temporanea.

D. Alessandro è nato a

San Benedetto morenteDa venerdì 11 a domenica 13 maggio la Comunità monastica di Montecassino organizza un incontro vocazionale dal titolo “Il Carisma Benedettino”, a cura di Dom Luigi Maria Di Bussolo, monaco benedettino di Montecassino e di Dom Izsák Baán, docente presso l’Istituto monastico del Pontificio Ateneo S.Anselmo.

Le giornate saranno vissute nella

 

Partecipazione Professione Solenne

S.E.Rev.ma Dom Donato Ogliari e la Comunità monastica di Montecassino sono lieti di invitarLa domenica 29 aprile nella Basilica Cattedrale, per condividere la gioia della professione solenne dei voti monastici di d.Alessandro Trespioli. 

La Celebrazione avrà inizio alle 10.30

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La maestosa Basilica Cattedrale dell'Abbazia sembrava troppo piccola oggi per poter ospitare le centinaia e centinaia di persone che hanno scelto di trascorrere la mattina di Pasqua con la Comunità monastica di Montecassino, riscaldata da tutto questo affetto nella prima fredda giornata di Aprile.

 

Di seguito il testo integrale dell'Omelia dell'Abate Donato, che, al termine della Celebrazione ha impartito l'indulgenza plenaria con mandato del Santo Padre Francesco.

 

DOMENICA DI RISURREZIONE
Gv 20,1-9


Dei quattro evangelisti, Giovanni è quello che fa un uso particolare del linguaggio simbolico.
Nel vangelo odierno, ad esempio,

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VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA 2018
Vangelo: Mc 16,1-7


«Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui»
Queste parole, rivolte dall’angelo vestito di luce alle donne che erano accorse al sepolcro per ungere il corpo di Gesù, rappresentano il cuore dell’annuncio pasquale.
Ci dicono che Gesù non va cercato dove regna la morte né, in senso lato, dove gli esseri umani la diffondono attraverso l’egoismo sfrenato, la violenza, il sopruso, l’odio, la malvagità, il terrore, le guerre.
Gesù non si fa trovare dove ci sono pensieri e azioni di morte. Si fa trovare là dove

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VENERDÌ SANTO 2018

 


«Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!”. E chinato il capo, consegno lo spirito» (Gv 19,30).

Così l’evangelista Giovanni descrive la morte di Gesù sulla croce. Ma, ci chiediamo, che cosa si “è compiuto”? Ovviamente, da un punto di vista umano si è compiuta, ossia si è conclusa, la vita terrena di Gesù.
Tuttavia, ad un livello più profondo, simbolico e teologico insieme, con la sua morte in croce Gesù ha raggiunto un altro “compimento”: ha, cioè, portato a termine la missione che il Padre gli aveva affidato.
Questa missione, che consisteva nel rendere manifesto

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GIOVEDÌ SANTO 2018


Con la “lavanda dei piedi” – di cui abbiamo ascoltato il racconto nella pagina evangelica appena proclamata – Gesù ci apfre uno spiraglio sul mistero della sua vita.
Innanzitutto, il gesto di chinarsi per lavare i piedi ai suoi discepoli, non va inteso come un semplice gesto di umiltà. Certamente anche questo aspetto è presente. Gesù elimina la distanza tra Maestro e discepoli, e da una posizione superiore si abbassa ad un livello inferiore.
Tuttavia, il gesto di Gesù di lavare i piedi ai suoi discepoli va letto soprattutto come un’offerta di comunione da parte sua. Non dimentichiamo, infatti, che se nella mentalità greco-romana era lo schiavo a lavare i piedi al padrone, nella mentalità orientale (e quindi anche in quella ebraica) era il padrone di casa che lavava i piedi all’ospite, in segno di accoglienza e, appunto, di comunione.
Che poi il gesto di Gesù sia finalizzato alla comunione e alla condivisione ce lo suggeriscono anche le parole