Nel 60°anniversario di professione monastica di Madre Miriam, l'Abate Donato invita ciascuno a divenire tabernacolo e ostensorio di Gesù, suoi custodi e testimoni nel mondo.

Dopo soli quattro giorni, un altro anniversario ha allietato la famiglia benedettina di Montecassino, questa volta ha riguardato le monache del monastero di Santa Scolastica a Cassino, dove Madre Miriam ha festeggiato assieme ad amici e familiari il suo 60°anno di professione monastica rinnovando le sue promesse alla presenza dell'Abate Donato.

Madre Miriam, che per 25 anni è stata alla guida della Comunità benedettina femminile dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, in provincia di Isernia, dal febbraio dello scorso anno per motivi di salute ha lasciato il Molise e si trova a Cassino assieme alla Comunità di Madre Placida.

Difficile spiegare la dolcezza, la serenità e l'amore che gli occhi, il volto e le parole di madre Miriam riescono a trasmettere a chi le sta accanto. Per questo in tanti sono venuti a condividere con lei questo importante momento della sua vita, non solo familiari arrivati dagli Stati Uniti, ma molti amici che negli anni hanno con lei stretto un legame affettivo e per i quali è stata un importante riferimento nel loro percorso esistenziale.

L'Abate Donato, accompagnato da D.Giuseppe Roberti, che  4 giorni prima aveva celebrato il 50° di sacerdozio, e da d.Luigi Maria Di Bussolo, ha incentrato la sua omelia sull'ascolto, uno dei pilastri della Regola di San Benedetto e con il quale ha inizio proprio il suo Prologo "Ascolta o Figlio gli insegnamenti del Maestro e porgi l'orecchio del tuo cuore (R.S.B. Prol. 1)".

"L'Ascolto - ha affermato il padre Abate - inteso come ascolto di Dio, "che passa nell'incontro con la Parola del Signore, della quale ci si nutre anche attraverso la Lectio Divina e dalla quale si trae forza ed ispirazione per le scelte quotidiane che ciascuno è chiamato a fare.

Ma il Signore si serve anche di mediazioni per parlarci e una di queste sono le persone che ci circondano, quindi ascolto attento e profondo dell'Altro. Del resto è proprio con l'ascolto che impariamo sin da bambini a relazionarci con il mondo che ci circonda, e Madre Miriam per 60 anni si è dedicata a questo, nella sua Comunità.

L'Ascolto,poi, produce anche il frutto più bello della nostra fede Cristiana che è la carità, l'essere sostegno per l'altro, che è un altro fondamento della vita monastica. Una carità che oltrepassa i limiti della nostra Comunità e si apre su tutti gli uomini e le donne di questo mondo facendoci riconoscere in ciascuno l'impronta di Dio.

È lo stesso San Benedetto a dirlo: "Onorare tutti gli uomini" e Madre Miriam ha saputo farlo in maniera degna a San Vincenzo: tutti coloro che hanno avuto la gioia di avvicinarla in questi anni, conoscono la delicatezza del suo animo, aperto a chiunque bussasse alla sua porta.

Infine è bello chiudere con due immagini riprese da San Giovanni Paolo II e da Don Tonino Bello : il primo definisce Maria 'Tabernacolo di Gesù' perché lo custodisce in sé e il secondo invece la definisce 'Ostensorio' perché bisogna mostrare agli altri la presenza di Gesù".

Questo è il nostro augurio madre Miriam che tu possa continuare ad essere segno puntato verso il cielo, segno della presenza viva del Signore in mezzo a noi, ostensorio e tabernacolo assieme".

Dopo la Celebrazione tutti i presenti hanno incontrato e salutato Madre Miriam durante un momento conviviale.