"Spronaci, o Maria, col tuo sorriso materno e guidaci sempre più avanti, dandoci coraggio":l'Abate Donato nel giorno dell'Assunzione

 

SOLENNITÀ DELL'ASSUNZIONE
DELLA BEATA VERGINE MARIA
15 Agosto 2017
Ab. Donato Ogliari


Poiché nella Bibbia la parola "cielo" sta per "Dio", celebrare la festa dell'Assunzione di Maria in cielo in corpo e anima, significa riconoscere che Ella è vivente per sempre in Dio e con Dio.

Non lo è, ovviamente, in modo connaturale, come lo era per Gesù, il quale, con la sua risurrezione, è ritornato, per così dire, definitivamente nella dimensione divina che era sua da sempre. Maria, invece, ha ottenutodi sfuggire alla corruzione del corpo e di essere assunta in cielo in corpo e anima, perché associata da Dio, per singolare partecipazione, al destino glorioso del Figlio Gesù.

Maria – di cui Dio si è servito per realizzare sulla terra il suo progetto di salvezza attraverso la nuova alleanza stipulata col sangue del Figlio suo Gesù – è dunque collocata da Dio stesso oltre la storia umana, nella luce della risurrezione, nel "cielo" appunto, ossia nella presenza e nella vita stessa di Dio, lei che fin dalla sua Immacolata concezione era già tutta di Dio.

È in ragione di ciò che Maria è la primizia dell'umanità salvata da Dio. Ed è in tal senso – come recita il Prefazio della festa di oggi – che Ella risplende per tutti noi come un «segno di consolazione e di sicura speranza».

Nella prima lettura, tratta dal Libro dell'Apocalisse (cf. Ap 11,19.12,1-6.10), abbiamo ascoltato il racconto della visione dell'apostolo Giovanni, nella quale si fronteggiano la "donna vestita di sole" e il "drago rosso". La donna è il simbolo della Chiesa che – nella sua dimensione storica – continua a partorire Gesù al mondo. Il drago è, invece, il simbolo di una forza negativa e antagonista che perseguita e cerca di distruggere la Chiesa stessa.

L'interpretazione mariologica che identifica la "donna vestita di sole" con Maria, deriva dal fatto che, avendo ella generato Gesù nella carne, è di conseguenza strettamente associata anche alla Chiesa che Gesù ha costituito attraverso i suoi apostoli.

L'identificazione della donna dell'Apocalisse con Maria la rende dunque una figura esemplare per i credenti. Come lei ha affrontato con la fortezza della fede le forze oscure del male, soprattutto ai piedi della croce del suo Gesù, così i credenti sono a loro volta spronati ad affrontare le forze negative che cercano di contrastare la loro fede.

Guardando a Maria, traiamo dunque forza, ispirazione e consolazione per non venir meno quando ci tocca di dover lottare e soffrire a causa del vangelo di Gesù e del suo Regno.

Maria, che dopo aver perso il figlio sulla croce, lo ha riacquistato grazie al suo "rapimento verso Dio" – per utilizzare le parole dell'Apocalisse –, ossia grazie alla sua risurrezione, ci rassicura che la vittoria è saldamente nelle mani di Dio, dal momento che Cristo ha già vinto il mondo con la sua croce e risurrezione.

Per la sua piena adesione alla volontà di Dio Padre, all'opera redentrice del suo Figlio e ad ogni mozione dello Spirito Santo, Maria si staglia all'orizzonte come simbolo di perseveranza nella fede, come segno di consolazione e di sicura speranza, sia per quanto riguarda la meta finale verso cui siamo incamminati sia per quanto concerne il tempo di quaggiù, nel quale siamo chiamati a vivere con lo sguardo rivolto verso le cose di lassù, dalle quali trarre forza e ispirazione per i nostri passi.

Come Maria stessa ha cantato nel Magnificat, ciò che rende grande una vita non sono le ricchezze e gli onori del mondo, ma la consapevolezza che le cose di quaggiù acquistano una luce diversa se illuminate da quelle di lassù, dalla ricerca costante della comunione con Dio.

Questa comunione Maria l'ha vissuta in pienezza, e per questo nel Magnificat denunzia l'illusione di tutti coloro che credono di essere autosufficienti e di non avere bisogno di Dio, soprattutto i detentori del potere che si illudono di poter dominare la storia e di essere arbitri del proprio e altrui destino.

Dio non la pensa così! Egli rovescia i potenti e innalza gli umili, va incontro, cioè, a quanti, come Maria, hanno il cuore umile, libero, distaccato dalle illusioni del mondo e, soprattutto, carico di amore verso Dio e verso il prossimo.

 

 

 

 


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O Maria, aiutaci a comprendere, con la luce della tua umile sapienza, i misteri del tuo Figlio.
Che Gesù, splendore del Padre, illumini i bui sentieri
della nostra vita, e sia per noi il nostro maestro
e il senso della nostra esistenza.
Fa' che lo ascoltiamo, lo imitiamo, lo amiamo,
e quando ci viene a mancare il vino della gioia,
frutto della Sua presenza, intercedi per noi
una nuova effusione dello Spirito.
Accompagnaci, o Madre della Luce, nel tempo del nostro pellegrinaggio,

poiché nera è la notte e lontana è la casa, ma con te siamo sicuri.
Non tener conto dei nostri ritardi e delle nostre pigrizie,
ma spronaci col tuo sorriso materno
e guidaci tu sempre più avanti, dandoci coraggio.
Aurora del mondo nuovo e Stella del mattino,
prega per noi. Amen