Epifania 2019

EPIFANIA 2019

Il brano di vangelo propostoci dalla liturgia odierna è ricco di spunti per la nostra riflessione, la nostra preghiera e la nostra vita. Vediamone alcuni.

 

C’è la menzione di Betlemme, il luogo nel quale Maria ha dato alla luce il Salvatore del mondo. Si tratta di un luogo marginale e povero, che conta poco agli occhi del mondo, ma che ha nondimeno avuto l’onore di accogliere la nascita del Figlio di Dio, il quale ha voluto entrare nel mondo umile e povero. È un ulteriore richiamo per noi a vivere con umiltà e sobrietà, e non con ostentazione e spreco.

 

Vi sono poi i Magi, cercatori della verità provenienti dall’Oriente, che ci rammentano l’importanza di cercare la verità con sincerità di cuore, senza lasciarci scoraggiare dagli imprevisti o dagli intoppi della vita.

 

A Gerusalemme, troviamo i sacerdoti e gli scribi, detentori spesso fuorvianti e ipocriti dell’interpretazione delle Scritture e dell’osservanza della legge, e il re Erode, che incarna il potere politico ed è turbato al pensiero che la nascita di colui che i Magi hanno definito “re dei Giudei” possa strappargli il dominio. Vi è qui un richiamo a vivere ogni ruolo di responsabilità non seguendo interessi personali, ma il bene di tutti.

 

Infine – e su questo vogliamo maggiormente soffermarci – vi è la stella luminosa che all’inizio sollecita i Magi ad intraprendere il viaggio, e in seguito li guiderà lungo il tragitto. Ad un certo punto, però, scompare, e subentra il disorientamento.

Stella = Cristo
Secondo gli studiosi, la stella prefigura il Messia, il Cristo (già il profeta Balaam aveva profetizzato il suo apparire: «una stella spunta da Giacobbe»: Nm 24,17), il quale emana una luce che non si spegne mai, che illumina e guida il cammino dell’uomo, e gli riscalda il cuore. A volte, però, può scomparire dalla vista.
Quando ciò avviene, significa che alla luce del Cristo abbiamo preferito altre luci, di natura effimera, veri e propri miraggi o illusioni. Soprattutto, la luce di Cristo scompare dalla nostra vita quando il nostro sguardo, anziché guardare in alto, verso di Lui, è ricurvo su noi stessi; quando, nutrendosi di una presunta autosufficienza, si è incapaci di scorgere il suo volto nel prossimo che è nel bisogno.

Stella = Parola di Dio
La stella, infine, è anche un simbolo della Parola di Dio che indica all’uomo il cammino da seguire, come è avvenuto appunto con il celebre passo del profeta Michea citato dai sacerdoti e dagli scribi di Gerusalemme (cf. Mi 5,1), nella quale Betlemme era indicata come luogo di destinazione dei Magi. Ogni cristiano dovrebbe guardare con amore alla Sacra Scrittura, perché, come dice il salmista: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Sal 119,105).

La gioia
Quando ci apriamo alla luce del Cristo e della sua Parola siamo raggiunti da una “grandissima gioia”, una gioia che, come è successo ai Magi, si esprime attraverso alcuni atteggiamenti, descritti con verbi dinamici e ricchi di significato:
– Entrare e vedere: lo scopo della lunga ricerca dei Magi è esaudita: essi entrano nella casa per vedere il Bambino con Maria sua Madre. Una ricerca sincera di Gesù porta all’incontro personale con Lui. Proprio per questo Egli è venuto in mezzo a noi, per offrirci la possibilità di godere della sua amicizia e della sua comunione.
Con Gesù c’è anche Maria, la cui presenza è importante anche per il nostro cammino di sequela dietro a Gesù. La madre sua, che lo ha generato, ci fa da tramite all’incontro con il Figlio.
– Prostrarsi e adorare il Bambino Gesù. Qui viene indicato con quale atteggiamento occorre incontrare Gesù, con quello cioè di chi riconosce che Egli è Dio. Di qui il senso di stupore, affettuoso e riverente insieme, espresso dal prostrarsi e dall’adorare.
– Aprire gli scrigni e offrire a Gesù i propri doni: il Signore non vuole da noi le ricchezze materiali. Dallo scrigno del nostro cuore Egli desidera che gli offriamo, innanzitutto, l’assenso incondizionato della nostra volontà, che ci consegniamo con fiducia alla sua Parola di vita, che guarisce le nostre ferite e illumina il nostro cammino.
E poi ci sono i doni, unici e irripetibili, di cui ciascuno di noi è portatore e che devono essere messi in circolazione perché anche gli altri ne traggano beneficio. Chi dona con umiltà e gioia entra nel mistero di Amore che Gesù ci ha insegnato, e che passa attraverso la gioia della condivisione.
– Prendere un’altra strada: l’incontro con Gesù, proprio perché richiede la nostra piena adesione agli impulsi della sua grazia, può sollecitare un cambiamento di rotta. Di fatto, incontrarci con Gesù significa fare sempre un’esperienza di conversione, un viaggio interiore che può essere lungo e faticoso, ma che è illuminato da una presenza che salva, e che si riverbera negli atteggiamenti e comportamenti esteriori.
Che il Signore ci aiuti a distaccarci da quelle abitudini che non conducono a Lui. Ci aiuti a camminare con perseveranza nella giusta direzione illuminati dalla sua presenza, e ci doni di testimoniare la sua luce con gesti di bene, nei quali trovare la gioia del suo Amore.