La Fiaccola Benedettina della Pace continua a dar vita alla lampada di Papa Paolo VI a Montecassino.

Il viaggio della Fiaccola Benedettina della Pace si è concluso il 20 marzo a Montecassino tra i gonfaloni dei comuni della Terra Sancti Benedicti e le danze festose delle popolani e dei bambini del Corteo Storico.

Alle 15.30 sono stati accolti i gonfaloni dei comuni e le autorità presenti tra cui la Senatrice Angela d'Onghia, che in mattinata aveva visitato l'Istituto Paritario San Benedetto e la Casa Circondariale di Cassino, ed il Sindaco di Cassino Petrarcone con il Prefetto Zarrilli.

La Fiaccola, come sempre scortata dagli atleti del CUS Cassino, ha fatto il suo ingresso in Basilica qualche minuto prima dell'inizio dei Vespri. I tre atleti, seduti sul presbiterio di fronte all'Abate Donato, nel corso dei vespri hanno sostenuto a turno la fiaccola fino a quando, alla tomba di San Benedetto e Santa Scolastica, l'Abate Donato ha acceso la lampada in bronzo portata da papa Paolo VI nell'ottobre del 1964 in occasione della proclamazione di San Benedetto a Patrono Principale d'Europa.

Un gesto carico di significato dunque: la Fiaccola della Pace dà ancora vita a quella fiaccola con cui Paolo VI definì San Benedetto "Messaggero di pace".

Tutti i presenti, che numerosi affollavano la Basilica, si sono poi spostati nel chiostro del Bramante dove li attendeva il Corteo Storico con la milizia schierata a difesa sulla loggia, e le popolane con le nobili e i signori posizionati in modo da creare una bellissima cornice colorata e festosa. Il Padre Abate ha salutato e ringraziato tutti e il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone ha dato lettura del Messaggio di Pace all'Europa.

Quest'anno, complice anche la bellissima giornata di sole, il Corteo ha potuto mettere in scena, oltre alla rievocazione del tributo a San Benedetto, il giuramento della milizia e la cerimonia di investitura di un cavaliere.

Sono le foto a raccontare la calda e festosa atmosfera che si è creata venerdì pomeriggio a Montecassino grazie anche a tutti coloro che ogni anno, con qualsiasi tempo e a qualsiasi temperatura salgono in abbazia e, assieme all'abate e alla comunità monastica, si stringono attorno a San Benedetto e alla Fiaccola, simbolo sempre più forte di pace e fratellanza fra i popoli.

Tutti hanno avuto un momento a loro dedicato: i nobili, le popolane, la milizia e i bambini, ognuno è stato protagonista e spettatore di un pomeriggio di aggregazione ed anche di conoscenza o avvicinamento alle proprie radici.

Il Corteo ha poi dato appuntamento al sabato pomeriggio in città dove avrebbe sfilato silenziosamente precedendo la processione con la Reliquia di San Benedetto.

Per le foto si ringrazia Roberto Mastronardi.

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