Sesto compleanno della Casa della Carità di Cassino: l'obiettivo è restituire dignità e visibilità a tutti gli "invisibili" che incontriamo nelle nostre città senza vederli.

Quando durante la conferenza stampa dom Luigi Maria di Bussolo, presidente della fondazione San Benedetto, i referenti della Cooperativa "Lavoro per la salute" e i volontari della Casa della Carità hanno illustrato le attività della Casa e il programma della Festa per il suo sesto compleanno, forse non ci si aspettava una tale esplosione di gioia e colori nella preparazione e anche di serietà e impegno durante  la prova culinaria e nel seguire la tavola rotonda.

Inaugurata nel 2009 dal Papa Benedetto XVI, la Casa della Carità nasce grazie all'impegno dell'Abbazia di Montecassino e attualmente gestita dalla Cooperativa "Lavoro per la Salute". Come ha affermato dom Luigi Maria, la Casa «è uno dei tre canali attraverso i quali si declina il legame tra Abbazia e città, insieme all'educazione, con l'Istituto San Benedetto, e al Corteo Storico, con la Fiera del Santo Patrono».

Dom Luigi, e poi l'Abate Donato durante la tavola rotonda, hanno evidenziato anche come oggi, pur essendo mutato il ruolo del monastero, Montecassino abbia deciso di conservare la "liturgia della carità" proprio attraverso la Casa della Carità, perché la carità è un aspetto centrale nella vocazione benedettina: qualsiasi opera si faccia, va sempre visto nell'altro il volto di Cristo. Dom Luigi e il Padre Abate hanno poi ringraziato i tanti amici che in modi diversi hanno contribuito e continuano a contribuire, offrendo la loro solidarietà ed hanno sottolineato come il tema di quest'anno, fame di vita, vada inteso come fame di vivere, come qualcosa di più complesso, che tocca non solo il bisogno di alimentarsi, ma la dignità della persona tutta.

Della stessa opinione anche Suor Ermanna Beccacece che segue la Casa da anni: «Le braccia di San Benedetto continuano a portare in grembo la povertà attuale del nostro territorio. La Casa della Carità vuole continuare a dare una risposta concreta ai bisogni di chi è caduto nell'anonimato e la città di Cassino ha sempre sostenuto e continua a sostenere la Casa, mettendo a disposizione energie umane, con i suoi volontari, e offrendo un contributo non meno importante attraverso il sostentamento di generi alimentari e di vestiario».

Il 23 maggio la festa è iniziata alle ore 17.30 con una tavola rotonda alla quale ha partecipato l'Abate Donato, il Direttore Generale del Banco Alimentare Marco Lucchini, in collegamento telefonico, il Direttore della Caritas Diocesana Don Teofilo Toma Akuino, il direttore della Casa della Carità di Milano e membro del Direttivo FioPSD Fiorenzo De Molli, il Direttore del Consorzio dei Servizi Sociali del Cassinate Emilio Tartaglia e la biologa nutrizionista Paola d'Adamo.

Gli interventi di tutti hanno evidenziato come l'intento della Casa della Carità di Cassino, ma anche delle altre sul territorio nazionale, debba essere quello di far emergere gli invisibili che non hanno voce e che nessuno altrove vedrebbe e degnerebbe di attenzione. Considerare ogni persona che viva un disagio, come unica nella sua diversità dagli altri che pure vivono in difficoltà, è il primo passo per restituire loro la dignità.

Al concorso culinario Fame di Vita, hanno partecipato gli alunni di terza media delle scuole di Cassino che hanno creato un pasto completo pensato per un ospite della Casa, con prodotti semplici, nutrienti e a basso costo, puntando anche sulla presentazione del piatto e sull'originalità.

I ragazzi, suddivisi in 4 squadre, una per ogni scuola media, e supportati dai rispettivi gruppi tifo, erano affiancati da uno studente dell'Istituto Alberghiero "San Benedetto" di Cassino a fare da tutor. La gara si è svolta nel rispetto del gioco e della serietà dell'impegno affidato. La giuria, della quale faceva parte anche l'Abate Donato, ha ritenuto di dover premiare il pasto preparato dalla scuola Media Conte, che si è aggiudicata quindi il primo posto con il menù "Freschezza d'estate": primo piatto pasta con carciofi croccanti, menta e prezzemolo; secondo piatto : pollo marinato con limone, rosolato in padella e saltato con la rucola. Costo complessivo del pasto € 5,00.

 

 

Protagonisti della serata  i sorrisi, la gioia, i colori dei braccialetti che tutti, anche l'Abate Donato, avevano al polso, e le riflessioni che hanno sicuramente dato corpo e forza al  significato profondo che si voleva dare alla festa: l'attenzione alla persona disagiata passa anche attraverso l'attenzione al cibo che le viene fornito e a come viene preparato, avvalorando il motto della giornata : "si cucina sempre per qualcuno, altrimenti si prepara solo da mangiare".

 

Grazie alla Casa della Carità per alcune foto fornite

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