L'Abate Donato incontra Papa Francesco in occasione della 68ª Assemblea Generale C.E.I.

Si è conclusa giovedì 21 la 68ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana, riunita nell'Aula del Sinodo della Città del Vaticano da lunedì 18 a giovedì 21 maggio 2015. L'Abate Donato era tra i circa 300 partecipanti ai lavori dell'Assemblea ed ha così avuto occasione di incontrare e salutare il Santo Padre dopo il discorso di apertura da lui tenuto e che riportiamo qui in versione integrale.

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Alle ore 16.30 del 18 maggio nell'Aula nuova del Sinodo, il Santo Padre Francesco ha aperto i lavori della 68ma Assemblea della Conferenza Episcopale Italiana (C.E.I.) che si sono svolti Vaticano fino al 21 maggio sul tema "Verifica della recezione dell'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium".

Dopo la preghiera iniziale, Papa Francesco ha rivolto ai Presuli italiani il seguente discorso:
Cari fratelli, buon pomeriggio!
Saluto tutti e saluto i nuovi nominati dopo l'ultima Assemblea, e anche i due nuovi Cardinali, creati dopo l'ultima Assemblea.
Quando io sento questo passo del Vangelo di Marco, io penso: ma questo Marco ce l'ha con la Maddalena! Perché fino all'ultimo momento ci ricorda che lei aveva ospitato sette demoni. Ma poi penso: e io quanti ne ho ospitati? E rimango zitto.

 


Vorrei innanzitutto esprimervi il mio ringraziamento per questo incontro, e per il tema che avete scelto: l'Esortazione apostolica Evangelii gaudium.
La gioia del Vangelo, in questo momento storico ove spesso siamo accerchiati da notizie sconfortanti, da situazioni locali e internazionali che ci fanno sperimentare afflizione e tribolazione - in questo quadro realisticamente poco confortante - la nostra vocazione cristiana ed episcopale è quella di andare contro corrente: ossia di essere testimoni gioiosi del Cristo Risorto per trasmettere gioia e speranza agli altri. La nostra vocazione è ascoltare ciò che il Signore ci chiede: "Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio" (Is 40,1). Infatti, a noi viene chiesto di consolare, di aiutare, di incoraggiare, senza alcuna distinzione, tutti i nostri fratelli oppressi sotto il peso delle loro croci, accompagnandoli, senza mai stancarci di operare per risollevarli con la forza che viene solo da Dio.

Anche Gesù ci dice: "Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà rendere salato? A null'altro serve che a essere gettato via e calpestato dagli uomini" (Mt 5,13). È assai brutto incontrare un consacrato abbattuto, demotivato o spento: egli è come un pozzo secco dove la gente non trova acqua per dissetarsi. Oggi perciò, sapendo che avete scelto, quale argomento di questo incontro, l'Esortazione Evangelii Gaudium, vorrei ascoltare le vostre idee, le vostre domande, e condividere con voi alcune mie domande e riflessioni.

I miei interrogativi e le mie preoccupazioni nascono da una visione globale - non solo dell'Italia, globale - e soprattutto dagli innumerevoli incontri che ho avuto in questi due anni con le Conferenze Episcopali, ove ho notato l'importanza di quello che si può definire la sensibilità ecclesiale: ossia appropriarsi degli stessi sentimenti di Cristo, di umiltà, di compassione, di misericordia, di concretezza – la carità di Cristo è concreta - e di saggezza.

La sensibilità ecclesiale che comporta anche di non essere timidi o irrilevanti nello sconfessare e nello sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata che è riuscita a impoverire, senza alcuna vergogna, famiglie, pensionati, onesti lavoratori, comunità cristiane, scartando i giovani, sistematicamente privati di ogni speranza sul loro futuro, e soprattutto emarginando i deboli e i bisognosi. Sensibilità ecclesiale che, come buoni pastori, ci fa uscire verso il popolo di Dio per difenderlo dalle colonizzazioni ideologiche che gli tolgono l'identità e la degnità umana.

La sensibilità ecclesiale si manifesta anche nelle scelte pastorali e nella elaborazione dei Documenti – i nostri -, ove non deve prevalere l'aspetto teoretico-dottrinale astratto, quasi che i nostri orientamenti non siano destinati al nostro Popolo o al nostro Paese - ma soltanto ad alcuni studiosi e specialisti - invece dobbiamo perseguire lo sforzo di tradurle in proposte concrete e comprensibili.

La sensibilità ecclesiale e pastorale si concretizza anche nel rinforzare l'indispensabile ruolo di laici disposti ad assumersi le responsabilità che a loro competono. In realtà, i laici che hanno una formazione cristiana autentica, non dovrebbero aver bisogno del Vescovo-pilota, o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo! Hanno invece tutti la necessità del Vescovo Pastore!

Infine, la sensibilità ecclesiale si rivela concretamente nella collegialità e nella comunione tra i Vescovi e i loro Sacerdoti; nella comunione tra i Vescovi stessi; tra le Diocesi ricche - materialmente e vocazionalmente - e quelle in difficoltà; tra le periferie e il centro; tra le conferenze episcopali e i Vescovi con il successore di Pietro.

Si nota in alcune parti del mondo un diffuso indebolimento della collegialità, sia nella determinazione dei piani pastorali, sia nella condivisione degli impegni programmatici economico-finanziari. Manca l'abitudine di verificare la recezione di programmi e l'attuazione dei progetti, ad esempio, si organizza un convegno o un evento che, mettendo in evidenza le solite voci, narcotizza le Comunità, omologando scelte, opinioni e persone. Invece di lasciarci trasportare verso quegli orizzonti dove lo Spirito Santo ci chiede di andare.

Un altro esempio di mancanza di sensibilità ecclesiale: perché si lasciano invecchiare così tanto gli Istituti religiosi, Monasteri, Congregazioni, tanto da non essere quasi più testimonianze evangeliche fedeli al carisma fondativo? Perché non si provvede ad accorparli prima che sia tardi sotto tanti punti di vista? E questo è un problema mondiale.

Mi fermo qui, dopo aver voluto offrire soltanto alcuni esempi sulla sensibilità ecclesiale indebolita a causa del continuo confronto con gli enormi problemi mondiali e dalla crisi che non risparmia nemmeno la stessa identità cristiana ed ecclesiale.

Possa il Signore - durante il Giubileo della Misericordia che avrà inizio il prossimo otto dicembre - concederci «la gioia di riscoprire e rendere feconda la misericordia di Dio, con la quale tutti siamo chiamati a dare consolazione a ogni uomo e a ogni donna del nostro tempo ... Affidiamo fin d'ora questo Anno Santo alla Madre della Misericordia, perché rivolga a noi il suo sguardo e vegli sul nostro cammino» (Omelia 13 marzo 2015).

Questa è stata soltanto una introduzione. Adesso lascio a voi il tempo per proporre le vostre riflessioni, le vostre idee, le vostre domande sulla Evangelii gaudium e su tutto quello che volete domandare e vi ringrazio tanto!

Fonte

http://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2015/05/18/0381/00826.html

Tra i momenti più significativi dell'Assemblea ricordiamo la Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dal Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, che celebrò a Montecassino la Santa Messa per l'insediamento dell'Abate Donato il 23 novembre dello scorso anno.

Alcuni appuntamenti in calendario:
5° Convegno Ecclesiale Nazionale - Firenze, 9-13 novembre 2015;
Giubileo straordinario della Misericordia - 8 dicembre 2015 – 20 novembre 2016;
Anno della Vita Consacrata - 30 novembre 2014 - 2 febbraio 2016;
Ostensione della Sindone -Torino, 19 aprile – 24 giugno 2015;
Giornata per la Carità del Papa -28 giugno 2015;
VIII Incontro Mondiale delle Famiglie -Philadelphia, 22-27 settembre 2015;
XXXI Giornata Mondiale della Gioventù - Cracovia, 26-31 luglio 2016;
XXVI Congresso Eucaristico Nazionale -Genova, 15-18 settembre 2016 e
XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi - 4-25 ottobre 2015.

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