L’Abate Donato nella Casa Circondariale di Cassino per un pomeriggio all'insegna della musica, oltre le distanze e le differenze.

 

La musica, si sa, è un fortissimo strumento capace di superare ogni barriera e di accomunare persone lontanissime per religione, appartenenza e posizione geografica. E lo è stata anche in questa coccasione.

 

In una delle sue ultime visite agli ospiti della Casa Circondariale di Cassino, l'Abate Donato aveva conosciuto tra loro poeti, pittori e cantanti; di alcuni aveva avuto modo di apprezzare le poesie, di altri i dipinti e gli affreschi, per altri ancora, invece, non era stato possibile quel giorno considerare le doti canore.

La settimana scorsa, però, grazie ad una bella iniziativa  nata e messa in opera  dalla Direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Irma Civitareale assieme a insegnanti e studenti del Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, il Padre Abate e tutti gli altri presenti al saggio-dimostrazione hanno potuto ascoltare alcuni degli ospiti della Casa esibirsi come coristi assieme a studenti e artisti già affermati.

Oltre a quella dei coristi ci sono state poi altre due esibizioni: un rapper e un melodico napoletano, che hanno regalato due pezzi scritti da loro, e sono stati aiutati nella musica dal Maestro Michele D'Agostino. I bravissimi coristi invece erano diretti dal Maestro Lucio Ivaldi che è riuscito ad amalgamare con grazia tutte le voci, nonostante le poche occasioni per provare assieme.

Un bel momento di aggregazione, quindi, in cui la Direttrice della Casa ha dimostrato che, seppur con pochi mezzi, la generosità e la buona volontà di alcuni possono dar vita a dei momenti di condivisione importanti per il cammino esistenziale di tutti.

L'Abate Donato, piacevolmente colpito dall'armonico risultato e divertito dai momenti particolarmente simpatici che si sono creati durante le esibizioni, ha ricordato coe le sue parole che: "Non dobbiamo mai dimenticare che la vita è molto di più di quella che viviamo in questo momento, e questo vale anche per voi che abitate in questo luogo. Anche se questo è il risultato di qualche errore che è stato fatto in passato, lo sguardo deve andare oltre: siamo parte di una immensa vita e ci sono molte più possibilità di quelle che noi possiamo anche solo immaginare.

Dobbiamo quindi adoperarci per vedere sempre queste possibilità, sapendo che al cuore di esse c'è sempre l'amore delle persone che ci vogliono bene. Voi, forse non tutti ma la maggior parte, almeno un'ora a settimana, avete la possibilità di vedere i vostri cari, ma ce ne sono altre di persone che ci vogliono bene, come costoro che sono qui oggi, che a modo loro vogliono farvi sentire la loro vicinanza e anche noi comunità monastica, a modo nostro, vogliamo farvi sentire che ci siamo".

 

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