Il caldo abbraccio dell'Abate Donato e della Comunità monastica ai nonni dei piccoli studenti dell'Istituto S. Benedetto.

I bambini, i loro genitori e i nonni: tre generazioni per ciascun piccolo alunno dei Primi Passi e dell'Infanzia dell'Istituto S.Benedetto di Cassino ieri mattina in Abbazia per la festa dei nonni.

La famiglia benedettina di Montecassino e le famiglie dei piccoli studenti si sono riunite per dire insieme 'grazie' ai nonni! In una Basilica in cui non c'erano più molte sedie vuote, l'Abate Donato e dom Luigi Maria Di Bussolo, assieme alla direttrice Maria Concetta Tamburrini, hanno accolto i genitori e i nonni dei bambini che con le loro insegnanti, erano nella casa S.Antonio ad aspettare il momento per accogliere i nonni con la gioia esplosiva delle loro poesie.

Non poteva esserci occasione migliore per rafforzare e rinnovare il legame tra la scuola dell'Abbazia e la Comunità monastica di Montecassino, che sostiene con cura ed orgoglio una scuola in cui negli anni tanti ragazzi hanno studiato e sono diventati adulti pronti ad affrontare con più consapevolezza la vita proprio grazie alle robuste radici che la scuola, con i suoi insegnamenti, ha saputo dare loro.

Nelle parole dell'Abate Donato tutto il senso e l'importanza di questo incontro:

"Abbiamo ascoltato da Dom Luigi il Vangelo di ieri, giorno della memoria degli Angeli custodi. Angelo è una parola greca ἄγγελος che significa 'messaggero', inviato da Dio per annunciare qualcosa. Noi conosciamo il nome di tre angeli importanti di cui abbiamo celebrato la festa pochi giorni fa: i tre Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.

Loro hanno un nome perché sono stati inviati per delle missioni molto speciali, gli altri non lo hanno, ma il Signore ha stabilito che ciascuno di noi abbia un suo angelo custode anche se non lo vediamo, come segno di benevolenza, segno che il Signore ci vuole bene, che si prende cura di noi in tantissimi modi, incluso questo: facendoci accompagnare dal nostro Angelo custode che è un po' la nostra ombra luminosa e al quale dovremmo rivolgerci un po' più spesso.

La preghiera all'Angelo custode, che un tempo si insegnava e forse i bambini oggi non conoscono, dovrebbe essere invece insegnata dai nonni ai nipoti perché ci aiuta a ricordare di questa presenza di Dio che, attraverso il Suo Angelo, non ci abbandona mai, è sempre al nostro fianco.

Ma oggi è soprattutto la festa dei nonni. L'Angelo per eccellenza è Gesù, inviato nel mondo per salvarci. Tramite Lui possiamo vedere che il riflesso di Dio riluce anche nelle persone che ci sono accanto. Ci sarà capitato spesso di esclamare "quella persona è un vero angelo!" quanti Angeli, oltre all'Angelo custode, incontriamo sul nostro cammino, e anch'essi sono un segno di questo amore del Signore che, al momento giusto, ci manda qualche persona in aiuto.

Ma oggi, dicevamo, è la festa dei nonni che possiamo equiparare ad Angeli custodi che si prendono cura, in modo anche concreto, dei loro nipoti perché spesso i genitori sono presi da tante cose della vita quotidiana e possono, grazie a Dio, contare sui nonni.

Il loro è, allora, un compito maggiorato nel senso di una custodia e una cura particolare; i nonni devono essere guidati dall'amore profondo, che viene spontaneo per i propri nipoti così come per i propri figli. Ogni tanto bisogna allora ricordare che non si fa solo la balia ai propri nipoti, in attesa che i genitori vengano a riprenderseli, ma che quelli trascorsi in loro compagnia sono momenti importanti attraverso i quali trasmettere le cose più belle che abbiamo vissuto e delle quali in qualche modo abbiamo fatto esperienza e per questo possiamo, senza presunzione, definirci maestri perché le abbiamo apprese noi per primi.

Una custodia, dunque, che mira a trasmettere ai vostri nipoti quei valori che contano, che non vengono mai meno e che forse oggi più di ieri necessitano di essere rivalorizzati perché la cultura nella quale viviamo ci porta spesso verso ciò che è superficiale, effimero, che crea un'immagine ma dietro la quale non c'è niente.

È necessario trasmettere ai vostri nipoti i valori che contano e di cui siete portatori grazie all'esperienza, perché l'esperienza matura: più gli anni passano, più si accumula l'esperienza della vita, si sa cosa è meglio fare e cosa potrebbe essere invece male.

Siate trasmettitori, dunque, dei valori che contano e della nostra fede, essendo di supporto ai genitori in questa loro missione. Siatelo, senza paura senza timore di ciò che pensa o dice la gente.

Siamo nella casa di s.Benedetto e di s. Scolastica, e s.Benedetto tra le tantissime cose belle e profonde che ha scritto nella sua Regola, ha scritto anche queste due brevi frasi che dicono: "Seniores venerare juniores diligere" : venerare gli anziani, voler bene ai giovani, ai bambini, in un dialogo intergenerazionale che oggi rischia di venire meno perché non c'è più il rispetto che c'era in passato per gli anziani.

Non adeguiamoci alla mentalità del mondo, secondo la quale quando una persona va in pensione e non produce più sembra che non sia di alcuna utilità per la società. Rottamazione, termine che abbiamo sentito più volte in passato. Gli anziani non si rottamano, non si rottama nessuno, perché ciascuno di noi è una ricchezza vivente. Soprattutto quelli che hanno acquisito con l'esperienza tanti valori che poi sono chiamati a trasmettere senza timore agli altri.

Questo, cari nonne e nonne è il vostro compito di Angeli custodi, affinché la famiglia diventi anche il luogo privilegiato delle cose belle , vere e profonde a livello umano e di fede".

Dopo un breve momento di preghiera tutti insieme, terminato con la benedizione da parte dell'Abate Donato, dom Luigi Maria, responsabile dell'Istituto San Benedetto ha sottolineato con gioia e con forza il legame che c'è tra la scuola e il monastero, esortando a ricordare sempre che "aver scelto di appartenere alla scuola dell'Abbazia di Montecassino deve essere ogni giorno motivo di orgoglio.

Questo messaggio per voi deve essere sempre molto forte: la vostra famiglia è unita ad un'altra famiglia, quella monastica e insieme devono aiutarsi a vicenda per poter trasmettere ai giovani quei valori sani che aiutano poi nella crescita e nella vita".

Al termine dell'incontro in Basilica i circa duecento genitori e nonni hanno seguito l'Abate Donato e Dom Luigi Maria nella zona antica del Monastero a visitare la cella di s.Benedetto, per poi proseguire verso la casa S.Antonio e incontrare i bambini in attesa di potersi esibire con canti e poesie a lungo provate nei giorni precedenti.

Anche tutti i nonni che non ci sono più sono stati ricordati in questa mattinata dal sapore dolce e forte allo stesso tempo: una lanterna, salendo in cielo, ha portato con sé i pensieri che ciascuno aveva rivolto ai nonni che hanno lasciato questa vita ma che, con la loro esistenza, hanno riscaldato la vita di chi ancora oggi li sente accanto come un rifugio in cui ripararsi nei momenti più difficili e dal quale uscire pronti ad affrontare la vita, una volta passata la tempesta.

Auguri a tutti i nonni.
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