“ANTICOntemporaneo”, itinerario culturale fra passato, presente e futuro che parte da Montecassino, luogo di incessante dialogo tra un antico patrimonio culturale e la contemporaneità.

Mercoledì mattina alle 9:30 sono iniziati i lavori di ANTICOntemporaneo , un crocevia di infiniti modi di leggere e rileggere Dante che fino a domenica 30 ottobre animeranno l'abbazia di Montecassino e la città Cassino coinvolgendo anche l'Università degli studi della città martire.

Un progettto ambizioso, come evidenziato dalle autorità che si sono avvicendate sul palco per i saluti iniziali, un progetto che però, pur sembrando a molti perdente sulla carta, si è rivelato nella realtà essere un appuntamento di cui difficilmente si potrà fare a meno nei prossimi anni.

L'Abate Donato, dopo i saluti del sindaco della città di Cassino, Carlo Maria D'Alessandro e del Rettore dell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Giovanni Betta, ha dato inizio ai lavori :

 

"Desidero porgere, anche a nome della Comunità monastica, un caloroso benvenuto alle autorità, ai rappresentanti delle varie istituzioni culturali, e in particolare ai tanti ragazzi/e delle scuole del nostro territorio e a un gruppetto di studenti universitari qui presenti. È bello costatare che, oggi, questa sala "parla giovane". Mi scuserete se, a mo' di eccezione, mi permetto di nominare esplicitamente la presenza di una piccola rappresentanza di alunni e professori provenienti dal Collegio dell'Abbazia di Pannonhalma, in Ungheria, dove, dal 1939, si pone molta attenzione allo studio della lingua e cultura italiana (all'inizio il Ginnasio era proprio intitolato a Dante).

Un sentito ringraziamento va, fin da subito, agli organizzatori di queste giornate, pensate – soprattutto per i giovani – «come un itinerario culturale fra passato, presente e futuro».

È molto bello e significativo che si dia inizio a questa edizione cassinese e cassinate di "ANTICOntemporaneo", dal titolo "Dante fra noi, uno di noi", proprio qui, su questo «monte a cui Cassino è nella costa», come ha scritto il Sommo Poeta (Paradiso XXII,37).

Montecassino, infatti, non è solo la culla del monachesimo benedettino, ma è anche il punto sorgivo dal quale ha preso avvio quell'opera di salvataggio della cultura antica che, innestata sul tronco della sapienza ebraico-cristiana, tanto ha contribuito non solo all'evangelizzazione dell'Europa, ma anche alla formazione di un ethos europeo.

Per questo motivo, credo che Montecassino possa essere considerato, a buon diritto e per eccellenza, un luogo "ANTICOntemporaneo", perché tra le sue mura continua ad essere custodito un patrimonio antico inestimabile con il quale la contemporaneità non cessa di entrare in dialogo misurandosi con esso; un patrimonio posto al servizio della "città dell'uomo", perché – all'interno delle molteplici espressioni del sapere – non si perda di vista la centralità della persona e della cultura nell'edificazione di una convivenza fraterna, giusta e pacifica.

Di nuovo, benvenuti a tutti su questo «monte a cui Cassino è nella costa». Sono certo che il viaggio che ci attende, in compagnia del Sommo Poeta, sarà affascinante."

Mentre il Sommo Poeta osservava in silenzio da una tela racchiusa in una preziosissima cornice custodita nell'archivio dell'Abbazia e per l'occasione esposta nel Salone s.Benedetto, Dom Mariano Dell'Omo ha mostrato, illustrandoli, alcuni scritti danteschi presenti nell'Archivio di Montecassino.

Il Prof. Giulio Ferroni ha invece spiegato come, seguendo i luoghi della commedia di Dante si possa intraprendere un viaggio nel viaggio, si possano scoprire e riscoprire quei posti che il Sommo poeta ha descritto o solo citato nei suoi versi, non da ultimo "quel monte a cui Cassino è nella costa", in cui ANTICOntemporaneo dà vita alla sua prima edizione.

Da approfondire il parallelo tra Dante e alcuni poeti della letteratura anglofona presentato da Marco Grimaudo nel suo intervento su Dante Contemporaneo.

 

Coinvolgente e appassionante Davide Rondoni, al punto da far partire uno scrosciante lunghissimo applauso dagli studenti in sala che hanno amato la sua lettura delle cantiche dantesche come un viaggio che ha origine dalla straziante perdita di Beatrice da parte di un giovane Dante che riempie del suo dolore colmo d'amore i versi della sua Commedia, così avversa agli studenti che non ne comprendono la grandezza, invitandoli in questo modo ad una lettura "diversa", appassionata e appassionante.

Moni Ovadia, infine, ha chiuso la mattinata parlando di Carlo Porta, poeta dialettale che traduce Dante in dialetto milanese. Non sono mancate nella sua presentazione delle parentesi divertenti che hanno portato a terminare con un sorriso l'intensa e ricca prima mattinata di studio e approfondimento.

Per il programma completo delle giornate vi invitiamo a consultare il sito www.anticontemporaneo.it