"Il futuro ha un cuore antico": l'Architetto Silvano Tanzilli presenta il suo volume "Cassino, architetture, archeologia, arte e storia".

 Sabato 22 ottobre 2016 nella "Sala degli Abati" del Palagio Badiale di Cassino l'architetto Silvano Tanzilli ha presentato il volume " Cassino, architettura, archeologia, arte, storia risultato di una sinergia di competenze, di anni di lavoro e di proficue collaborazioni con esponenti di rilievo del panorama culturale cassinate.

L'Abate Donato, intervenuto con piacere alla serata, ha chiuso la serie di interventi di amici ed autorità che hanno portato il loro saluto, prendendo la parola dopo l'avvicente racconto del prof. Ciro Attaianese sul "ritorno" della statua dell' "Eroe di Cassino" in città, del percorso che ha permesso di riportare a casa questa statua ormai ospitata stabilmente all'interno del museo archeologico di Cassino: 


"A quella già espressa prima di me, non posso che aggiungere anche la mia gratitudine all'arch. Tanzilli per averci offerto questo condensato di architettura, archeologia, arte e storia, relativo all'antica Casinum.

Se è auspicabile che alle investigazioni scientifiche e, nella fattispecie, agli studi e agli scavi archeologici, seguano sussidi conoscitivi, è senza dubbio lodevole che l'Arch. Tanzilli abbia voluto offrire anche ad un pubblico più vasto l'opportunità di potersi accostare a tematiche altrimenti relegate in riviste e pubblicazioni specialistiche.

Soprattutto gli siamo grati per aver permesso a noi – Cassinesi e Cassinati – di accostarci ad un passato remoto che è parte indelebile del nostro habitat, un passato che in parte vediamo e in parte deve essere ancora riportato alla luce, un passato nel quale affondano le nostre radici, senza delle quali anche il nostro presente rimarrebbe come sospeso e decurtato di una parte rilevante della sua identità.

Detto questo, non possiamo, però, dimenticare l'importanza di un dialogo vivo tra antichità e contemporaneità. L'ultimo capitolo del volume di Tanzilli ci ricorda che, negli anni in cui è stato Direttore del Museo Archeologico di Cassino, ha ospitato in esso anche mostre di arte contemporanea. Sulle prime potrebbe sembrarci che queste ultime non abbiano nulla a che vedere con reperti e vestigia di secoli addietro. Eppure va dato credito a Tanzilli di aver creduto nell'importanza del dialogo interattivo, dinamico e creativo, a tutti i livelli, anche quando si tratta di far dialogare il passato con il presente, o viceversa, attraverso le espressioni con cui l'uomo, in ogni tempo e in ogni cultura, rivela e manifesta il suo sguardo interiore e la sua visione della realtà.

Ovviamente, tra i contributi presenti nel volume, il mio occhio si è attardato particolarmente su quello riguardante le Mura poligonali di Cassino e Montecassino e sull'intervento fatto dall'Arch. Tanzilli in occasione della cerimonia di intitolazione a Don Angelo Pantoni della via che lambisce il parco archeologico.

Per quanto riguarda il contributo sulle mura poligonali, ho naturalmente gioito del fatto che il merito dell'aver riportato parzialmente alla luce la cosiddetta "terza cerchia", insistente sull'acropoli di Montecassino, va ascritto a Don Angelo Pantoni, monaco cassinese. Com'è noto, dopo i drammatici bombardamenti dell'ultima guerra, e immediatamente prima della ricostruzione, egli eseguì scavi archeologici utili a ricostruire le stratificazioni delle varie costruzioni che si erano susseguite nei secoli sul Monte di Cassino.

Riguardo poi a Don Angelo Pantoni, l'Arch. Tanzilli lo descrive come uno di quegli uomini che «hanno sacrificato buona parte della loro esistenza sulla strada del sapere, del conservare del trasmettere» (p. 173). Questo esimio monaco si era interessato di Montecassino e dell'area archeologica di Cassino – in particolare del Mausoleo della gens Ummidia, trasformato lungo i secoli in chiesa di S. Nicola (XI sec.) e in quella del Salvatore Crocifisso (XVII sec.) –, e aveva lavorato alla stesura di una carta archeologica del territorio.

Soprattutto, da uomo di vasta cultura qual era, aveva portato avanti per oltre cinquant'anni, con intuizione e competenza, studi e ricerche a vasto raggio e in termini di interdisciplinarietà, spesso con i pochi mezzi a disposizione. L'Arch. Tanzilli cita il Prof. Richard Hodges – scopritore dell'area archeologica dell'Abbazia di S. Vincenzo al Volturno – il quale descrive D. Angelo mentre si aggirava tra i ruderi e i vari reperti che man mano venivano riportati alla luce, animato sì da una grande passione, ma armato solamente di un taccuino, di un metro e di macchina fotografica!

Naturalmente, se D. Angelo ha potuto fare quel che ha fatto è perché l'amore per il sapere non è mai vissuto dal monaco in antagonismo alla sua vocazione precipua, ma in armonica compenetrazione con essa.

«Ho terminato la corsa...»

Nella sua introduzione al presente volume, l'Arch. Tanzilli, mutuando le parole di S. Paolo, afferma di non sapere se ha concluso la sua corsa, ma di essere però sicuro di aver mantenuto la sua fede, la fede, ovviamente riguardante l'impegno da lui profuso nel campo dell'architettura, dell'archeologia, dell'arte e della storia.

Tuttavia, l'Arch. Tanzilli ha omesso la prima parte della citazione paolina, quella che dice: «Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede» (2Tm 4,7). Sono certo che la "buona battaglia" l'Arch. Tanzilli l'abbia comunque combattuta. Credo perciò di non cedere alla retorica se, riprendendo la citazione de I Nomadi, posta in esergo alla sua introduzione al volume, oso affermare che la buona battaglia da lui combattuta sia stata un contributo "alla bellezza del mondo". "

 

In chiusura di pomeriggio l'Architetto Tanzilli, visibilmente commosso, ha condiviso con i presenti la motivazione che lo ha spinto a scrivere questo volume e cioè il desiderio che "leggendo queste pagine il lettore possa riconoscere che a Cassino c'è stata la storia che ha lasciato una impronta di rilievo e una città ha il dovere di sostenere il miracolo della cultura che la rappresenta.

 

Se non si realizzano opere che restano, si lascia spazio alla inciviltà, bisogna quindi combattere con le armi della cultura pubblicando e diffondendo riflessioni e studi che restano, proprio perché, citando Carlo Levi, "il futuro ha un cuore antico" che va preservato e divulgato".

 

L'architetto Tanzilli terminerà tra poco il suo incarico presso il museo archeologico di Cassino, ma certamente non terminerà la sua passione e il  suo impegno nel conoscere e far conoscere la bellezza della storia locale anche a chi non ha mai provato o non ha mai avuto la possibilità di avvicinarsi ad essa.