"Affidiamoci allo Spirito di Dio, che è innanzitutto spirito di Amore, affinché dia forza e luce ai nostri passi": l'Abate Donato nella Veglia di Pentecoste.

Il tempo avverso dello scorso anno aveva impedito che si potesse realizzare il Cammino di Pentecoste dalle pendici del Monte fin su in Abbazia. Quest'anno, invece, un piccolo ma motivatissimo gruppo di partecipanti si è messo in cammino verso il Monastero a partire dalle ore 16.00.

Alle ore 19.00 d. Luigi Maria era ad accogliere i partecipanti per la benedizione nei pressi della Casa S.Antonio, dove hanno poi avuto la possibilità di consumare un pasto caldo offerto dai volontari della Casa delle Carità di Cassino.

La serata è proseguita nel chiostro bramantesco in cui alle 20:30, l'Abate Donato ha iniziato il momento di preghiera e di raccoglimento in preparazione alla Pentecoste mentre sullo sfondo il sole regalava gli ultimi raggi del suo tramonto.

Il silenzio, interrotto soltanto dai canti di accompagnamento alla preghiera e dalle parole del padre Abate, a margine delle Letture del giorno, dalle quali è scaturita spontanea la riflessione in merito allo Spirito Santo che " è come il vento e come il fuoco: è imprevedibile, e l'imprevedibilità è ancora maggiore se si combinano i due elementi.

La presenza del Signore, che si manifesta attraverso il dono dello Spirito Santo, non può essere trattenuta perché sfugge, è libera, non può essere racchiusa dentro le nostre piccole mani e nei nostri piccoli schemi mentali: lo spirito di Dio è infinito come Dio stesso.

Come agisce questo Spirito, questo dono ineffabile di Dio nel nostro cuore ?

Abbiamo sentito dalla Seconda Lettura che ci sono le Opere della carne alle quali è contrapposto il Frutto dello Spirito, atteggiamenti, cioè, positivi che nascono dallo Spirito Santo. Non si parla di Opere dello Spirito perché non sono espressione del nostro sforzo, ma sono il frutto, il dono gratuito dello Spirito Santo e sono belli, buoni e saporiti proprio come un frutto che ci viene dato in dono. Questi atteggiamenti positivi unificano il nostro "Io" a differenza delle Opere della carne che lo frantumano, lo sfilacciano.

Il primo di questi atteggiamenti che sono il frutto dello Spirito Santo è l'Amore, che è un po' il fondamento di tutti quelli che seguono, e non può non essere così perché se lo Spirito Santo proviene da Dio e Dio è Amore, l'Amore deve necessariamente essere sostegno di tutto, la base senza la quale tutto cadrebbe.

Ci chiediamo allora quale amore? l'Amore di Dio riversato sui nostri cuori: noi siamo investiti da questo Amore che, se accolto docilmente, produce il frutto dello Spirito. L'Amore si manifesta come Cordialità: un cuore buono, che pensa bene, parla bene, agisce bene, mette il bene al centro di tutto e lo persegue in ogni cosa, che si apre agli altri nel dono di sé e ci spinge ad essere anche noi un riflesso del suo Amore nel mondo attraverso i piccoli gesti e le cose semplici di ogni giorno che, se sorrette dall'amore, si illuminano e recano bene a chi le accosta, a chi le condivide.

Come possiamo capire se siamo sulla buona strada nelle ricezione di questo Amore divino? basta vedere come reagiamo alle incomprensioni, alle delusioni e alle amarezze della vita: se manteniamo questo cuore buono, se teniamo stretto questo Amore infuso nel nostro cuore allora siamo sulla buona strada perché guardiamo avanti con fiducia, sappiamo di non essere soli ma di essere sostenuti da questo Amore che è Dio. Se invece ci chiudiamo in noi stessi e ci autocommiseriamo, allora quel cuore buono era solo apparenza, e quella cordialità non era frutto dello Spirito ma del nostro temperamento.

Affidiamoci allo Spirito di Dio, che è innanzitutto spirito di Amore, affinché dia forza e luce ai nostri passi.

E così sia".