Partito da Montecassino il secondo anno di ANTICOntemporaneo: protagoniste di quest'anno le favole con la 'P'.

Parlare a trecento persone può essere complesso, e lo è ancora di più quando il pubblico è giovanissimo e con una soglia di attenzione dettata dai tempi di internet e della messaggistica istantanea.

Con questa consapevolezza è iniziato oggi, 20 ottobre, a Montecassino davanti ad una giovane platea di studenti la seconda edizione di ANTICOntemporaneo, festival della cultura che quest'anno ha come titolo Pinocchio e le altre storie.

I saluti dell'Abate Donato, del Sindaco di Cassino, Ing. Carlo Maria D'Alessandro e del Magnifico Rettore dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Ing. Giovanni Betta hanno dato il via alla mattinata il cui filo conduttore è stato Pinocchio e il suo mondo di bugie che hanno fatto da cornice alle bugie della scienza esposte dal geologo Mario Tozzi, che si è soffermato sulle false informazioni su terremoti e altri fenomeni idrogeologici che spesso vengono diffuse dai giornali e dalla rete in modo indiscriminato.

Le bugie della rete sono tornate poi con Gian Antonio Stella, giornalista e scrittore, che ha animato la sala con le sue slides sulle bufale di internet e dei social media.

L'elogio dell'otium in cui ritrovare il piacere di dedicarsi ai propri interessi è arrivato da Bruno Ballardini dopo il conferimento del premio 'Visioni' - due tele donate dall'associazione Pentacromo - a Gian Antonio Stella e al giovanissimo talento del violino Giovanni Andrea Zanon, che ha incantato i presenti con due brani eseguiti in modo magistrale al cospetto di una platea eccezionalmente silenziosa.

A chiudere la mattinata, i 99 Posse con il racconto delle loro origini, della loro storia e di come soltanto avvicinandosi alla lingua e al mondo delle nuove generazioni si può pensare di essere conosciuti da loro e raggiungerli rimanendo così sempre attuali in un panorama musicale in continua trasformazione.

I lavori di ANTICOntemporaneo sono continuati poi nel pomeriggio presso l'Aula Magna dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale.

Di seguito il saluto dell'Abate Ogliari rivolto agli studenti in sala questa mattina:

 

 

"Il mio caloroso benvenuto a tutti voi, in particolare ai ragazzi che oggi gremiscono questa sala.

Come è noto, questa seconda edizione di ANTICOntemporaneo è imperniata attorno a sette favole il cui titolo inizia con la lettera "P", con Pinocchio che fa da capofila.

Dato il luogo in cui ci troviamo – scrigno di spiritualità ancor prima che di cultura – mi si conceda di spostare per un attimo la vostra attenzione su un altro genere letterario che – guarda caso – inizia anch'esso con la "p", e cioè le "parabole".

Rese famose dall'uso che Gesù ne ha fatto nei Vangeli, le parabole intendono spiegare brevemente e in maniera semplice un concetto difficile. E per far questo Gesù prende spunto dall'esperienza comune di tutti i giorni: il seminatore che esce a seminare, un amministratore che falsifica le fatture, un samaritano che si ferma a curare un giudeo, il lievito che la donna mette nella pasta, il figlio che va via di casa, il pastore che smarrisce una pecora. Gesù fa ricorso a questi e ad altri avvenimenti quotidiani per proporre un insegnamento che faccia riflettere e che, possibilmente, porti a modificare il proprio stile di vita.

Ed è qui che le parabole presentano elementi di somiglianza con le favole, non solo per quanto concerne la struttura letteraria, ma soprattutto per lo scopo che si prefiggono, e che è quello di trasmettere un insegnamento morale a cui consegua un determinato comportamento.

In fondo sta qui l'importanza delle favole. Anch'esse sono uno strumento pedagogico. Ci comunicano un insegnamento che ci fa riflettere su aspetti importanti della nostra vita, soprattutto circa il modo di relazionarci agli altri e di porci di fronte al mondo che ci circonda.

L'augurio, dunque, è che queste giornate ci aiutino a riscoprire il gusto delle cose belle, quelle che ci aiutano a vivere bene, nella serenità e nella pace."