"Un piano per la pace”: Aeham Ahmad dalla Siria a Montecassino tra note, emozioni e ricordi.

Quando lo scorso ottobre l'Abate di Montecassino, l'Arcivescovo Hilarion ben Bashir Capucci e l'Archimandrita Melchita di Roma, Rev. Mtanios Haddad si sono ritrovati insieme a pregare per la Siria sul presbiterio della Basilica Cattedrale di Montecassino, nessuno poteva immaginare che a meno di un anno un testimone di quelle sofferenze avrebbe parlato attraverso le sue note e il suono di un pianoforte nel chiostro bramantesco.

Otto mesi fa è stata una preghiera accorata e unanime ad innalzarsi dalla casa di s.Benedetto verso tutto il mondo e venerdì sera è stata la musica del pianoforte di Aeham Ahmad ad accompagnare le emozioni, i ricordi e in qualche caso la commozione di tanti che, pur parlando una lingua diversa e non comprendendo le parole dei testi, si sono ritrovati turbati nell'animo, smossi nel profondo da quello che è stato a tratti un lamento del cuore, un grido di dolore e di sofferenza di chi ha visto la morte e la distruzione entrare nella propria vita.

Una sofferenza che non abbandona mai chi la prova, e che possiamo dire conoscevano bene i testimoni sopravvissuti ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale che resero la città di Cassino e la sua Abbazia un cumulo di polvere e detriti.

Queste considerazioni, unite a tante riflessioni personali, hanno accompagnato la giornata di venerdì 30 giugno e le ore che hanno preceduto il concerto in un crescendo sempre più emozionante: l'opportunità di ospitare l'evento, il parere favorevole dell'Abate Donato, l'organizzazione da parte dello staff di AtinaJazz Festival, che ha aperto con il concerto di venerdì la sua trentaduesima edizione, e  dello staff dell'Abbazia fino all'inizio alle 21.00 in punto mentre risuonava per tutta la valle la campana che annunciava Compieta.

Aeham Ahmad, arrivato nel tardo pomeriggio, ha visitato la Basilica Cattedrale senza nascondere lo stupore davanti alla policromia dei suoi marmi e soprattutto davanti al maestoso organo Mascioni di Cuvio che si è fermato ad ammirare per qualche minuto.

Un essenziale ma deciso gioco di luci ha valorizzato, senza snaturarla, l'architettura del chiostro bramantesco, al centro del quale come unico elemento aggiuntivo, il pianoforte nero a contrasto con la pietra bianca della cisterna, sfondo naturale di una incantevole scenografia che ha affascinato tutti.

Eloquente l'abbraccio tra l'Abate Donato e il pianista al termine del concerto: spontaneo e naturale così come spontaneo è stato il sì ad accettare la proposta di ospitare questo concerto, così evocativo di tanti ricordi legati alla storia di distruzione che ha colpito l'Abbazia e la città di Cassino più di settanta anni fa ma il cui ricordo non smette mai di esistere e di essere trasmesso.

"Un piano per la pace", questo il titolo dell'evento che ha visto così tante persone salire in Abbazia e arrivare anche da lontano per condividere assieme emozioni che, a giudicare dai riscontri e dai commenti sono destinate a rimanere ben impresse nella memoria dei presenti che hanno senza alcun dubbio percepito il mix di musica, amore e umiltà che è arrivato dritto al cuore di tanti.

Sì, perché ad Aehem Ahmad non si chiedeva precisione nell'esecuzione: chi ha partecipato sfidando il vento e la minaccia di pioggia, lo ha fatto perché voleva emozionarsi, voleva sentire e condividere empaticamente le emozioni che passano attraverso la musica di una persona che ringrazia tanto e sempre, che porta le mani sul volto e sulla testa in modo del tutto automatico, come a nascondere pudicamente una emozione troppo forte e personale che tuttavia vuol condividere perchè non si dimentichi la tragedia del Paese da cui proviene.

Si voleva trasmettere un messaggio di pace, di differenze annullate attraverso la musica e di speranza. E a giudicare dagli applausi di fine concerto e dal calore attorno ad Aeham Ahmad, si può senza dubbio dire che il messaggio è arrivato.

 

©Abbaziadimontecassino

 

Servizio Fotografico di Roberto Mastronardi

Foto credits abbraccio Abate Donato - Aeham Ahmad : Simone Cecchetti per AtinaJazz