Non appena la giovane abbazia di Montecassino fiorì nel 6° secolo, furono numerosi i visitatori e coloro che desiderarono diventare monaci. Ma non furono solo visite amichevoli quelle che arrivarono. In un'occasione,infatti, Zalla, terribile capo dei Goti, venne in cerca di oro e denaro, con la minacciando di fare del male. Per Zalla, però, i modi calmi e l'atteggiamento amorevole di San Benedetto furono così straordinari che la sua vita e quella degli altri furono risparmiate. Nonostante avesse evitato con successo la violenza e la distruzione durante questi incontri poco amichevoli, nei primi anni del monastero, questa situazione stava per cambiare e San Benedetto lo previde. Mentre stava pregando ebbe una visione in cui previde la distruzione del suo monastero e capì che non ci sarebbe stato modo di fermare questo terribile evento. Nonostante la profezia, San Benedetto fu confortato dal fatto che nessun monaco sarebbe stato ferito.

Nei 30 anni che seguirono la morte di San Benedetto, molti altri si susseguirono come padri e abati di Montecassino: Costantino, Simplicio, Vitale e Bonito. L'ultimo, Bonito, assistette all'avverarsi della profezia di San Benedetto. I Longobardi, violenti conquistatori del nord, arrivarono nel 577 e in una notte distrussero Montecassino. I monaci fuggirono a Roma portando con sé l'originale della Regola di San Benedetto. Gregorio Magno, futuro Papa e autore dei Dialoghi (che comprendono un resoconto biografico della vita di San Benedetto nel Libro II) incontrò i monaci benedettini e la Regola di San Benedetto probabilmente per la prima volta quando arrivarono a Roma. Avendo portato la Regola di San Benedetto, il loro trovarsi a Roma contribuì ancora di più alla sua diffusione attraverso l'Italia. I monaci benedettini rimasero a Roma per 140 anni prima di ritornare infine sopra il Sacro Monte per ricostruire e ripristinare Montecassino nell'8° secolo.