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DSC 4668DOMENICA DI PASQUA
RISURREZIONE DEL SIGNORE
Gv 20,1-9


Non solo quel primo giorno della settimana era ancora buio quando Maria Maddalena si reca al sepolcro, ma era buio anche nel suo cuore. Non vi era ancora stato l’incontro con Gesù risorto, e perciò il suo cuore era ancora tremebondo e triste.
Il primo segno che si presenta di fronte a lei è quello della tomba vuota. E poiché nel suo animo non è ancora entrata la luce della risurrezione tale segno rimane ambiguo e genera sconcerto e ulteriore dolore.
Per questo la Maddalena

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VEGLIA PASQUALE NELLA NOTTE SANTA 2019

Vangelo: Mc 16,1-7

Le donne che, il primo giorno della settimana, di buon mattino, erano andate ad ungere il cadavere di Gesù, trovarono il sepolcro aperto e vuoto. Mentre si domandavano che cosa significasse tutto ciò, apparvero loro due uomini (due angeli) in abito sfolgorante.
A quell’apparizione, le donne ebbero un’istintiva reazione di paura, che l’evangelista subito annota: «Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra». Il loro l’animo era come paralizzato, non sapevano che senso dare all’assenza del corpo di Gesù e alla presenza di quei due angeli.

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Venerdì Santo 2019

Per fede noi crediamo che, con la sua Passione e Morte, Gesù abbia preso su di Sé e fatto suo ogni dolore del mondo, soprattutto il dolore innocente. Per questo, ovunque vi sia, in ogni tempo, un essere umano che soffre o muore a causa della malvagità umana, è Gesù stesso che continua ad essere percosso, torturato, vilipeso e ucciso.
Molte, troppe volte dobbiamo prendere atto degli innumerevoli abomini di cui l’uomo è capace, e del non-senso che, incontrastato, sembra prendere il sopravvento sulla solidarietà e sulla pietà. Ma può il non-senso essere l’ultima parola? Può il Dio della bontà e della vita essere oscurato o addirittura cancellato dalla cattiveria degli uomini?
Il premio Nobel per la pace Elie Wiesel,

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GIOVEDÌ SANTO
2019



«Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine».

Questo versetto, con cui si è aperta la pagina evangelica del Giovedì Santo, racchiude in sintesi il significato dell’ultima cena pasquale che Gesù ha mangiato con i suoi discepoli.
Nel consumare quest’ultima cena, Gesù aveva vivida consapevolezza che “era venuta la sua ora”, quella verso cui tutta la sua vita era protesa e che, con la sua morte imminente, avrebbe portato a compimento, come dirà egli stesso prima di spirare: «Tutto è compiuto!».
L’ora decisiva di Gesù è descritta con due parole: passaggio e amore.

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore
2019



Ogni anno, la celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore ci mette di fronte a un repentino cambiamento di scena: da quella in cui la folla accoglie trionfalmente Gesù che entra in Gerusalemme gridando: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore!», a quella in cui la medesima folla grida a Pilato di mettere a morte Gesù: «Crocifiggilo!». È soprattutto su questa seconda scena che la liturgia si concentra, offrendola alla nostra riflessione e alla nostra preghiera quale preludio alla Settimana Santa che oggi ha inizio.
Tuttavia, la Passione e la Morte del Signore – nel lungo racconto di Luca che è stato proclamato (22,14-23,56) – sembrano attraversate da una serena fiducia. Di fatto, Gesù

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A rendere speciale e indimenticabile un evento sono sempre le emozioni, è sempre il calore delle persone che si stringono come a creare un cordone di protezione e si supportano a vicenda lungo il cammino. E il cammino che quest’anno ha portato la Comunità monastica fino al 21 marzo, alla Festa di San Benedetto è stato davvero intenso.

Settantacinque anni fa la Casa di San Benedetto è stata quasi completamente distrutta da un violento bombardamento che ha lasciato dietro di sé dolore, smarrimento, sconforto e, nonostante tutto, tanta voglia di ricominciare con grande forza.

 

“Succisa Virescit” - recisa rinasce - è diventato così il motto di una Abbazia che,

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver partecipato all’inaugurazione del 40° Anno Accademico dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, ha raggiunto, poco dopo le 12.00 il Palagio Badiale di Cassino all’interno del quale, nello spazio del giardino, la Fondazione San Benedetto organizza ogni anno la Fiera del Santo Patrono.

Ad accogliere il Presidente l’Abate di Montecassino S.E. Donato Ogliari che ha lasciato l’Aula Magna dell’Università insieme al Presidente della Provincia Antonio Pompeo prima di tutti gli altri convenuti, proprio per poter

 

 

IMG 6548Nell’ultimo giorno della sua permanenza a Cracovia, la Fiaccola benedettina “ Pro Pace et Europa Una” ha raggiunto la Cattedrale dei Santi Stanislao e Venceslao al Wawel per essere accesa e fare in modo che alimenti, quelle di quattro monasteri della Polonia, partendo dal monastero benedettino di Tyniec.


La Concelebrazione in latino, è stata presieduta da S.E. Mons Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia e concelebrata da S.E. Donato Ogliari, Arciabate e Ordinario di Montecassino, dal Vescovo

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Ultima tappa del viaggio in Polonia della Fiaccola Benedettina Pro pace et Europa Una: il Monastero benedettino di Tyniec a pochi chilometri da Cracovia.

Domenica pomeriggio, 3 marzo subito dopo la cerimonia della accensione della Fiaccola nella Basilica dei santi Stanislao e Venceslao, le delegazioni delle tre città benedettine di Norcia, Subiaco e Cassino, con le rispettive comunità religiose, hanno raggiunto l’abbazia di Tyniec dove ad accoglierli c’era

IMG 6282«La nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo», così scriveva nella sua opera-memoriale “Se Questo è un Uomo” Primo Levi, deportato ad Auschwitz nel febbraio del 1944.

Ed è esattamente la stessa percezione che hanno avuto questa mattina, sabato 2 marzo, i rappresentanti delle tre delegazioni di Norcia, Subiaco e Cassino al seguito della Fiaccola benedettina, entrando in quello che è stato il campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau: all’improvviso sembrava che non ci fosse nulla da dire, nessun commento, né considerazione da fare. Solo il silenzio risultava accettabile in quella irreale eppure concretissima realtà.

La Senatrice Anna Maria Anders, vicina col suo cuore a Montecassino,

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Accolta questa mattina presso il Palazzo Comunale di Cracovia la Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una alla presenza della Delegata dal Sindaco della città polacca, Sig.ra Marzena Paszkot, dell’Ambasciatore d’Italia in Polonia S.E.Aldo Amati, del Console Onorario italiano a Cracovia, Sig.ra Katarzyna Likus, del Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura, Dott.Ugo Rufino e della senatrice e Ministro plenipotenziario per il dialogo internazionale, Anna Maria Anders, figlia del Generale Anders a capo del corpo d’armata polacco che