Ad un anno di distanza dall’ultimo viaggio in Europa della Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una, le tre città benedettine di Norcia, Subiaco, e Cassino si sono ritrovate ieri pomeriggio, sabato 13 marzo, a Montecassino per quella che tradizionalmente è l’ultima tappa, il punto di arrivo di un simbolo di pace divenuto oggi anche forte veicolo di speranza e di solidarietà.

Sabato 27 febbraio la Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una è stata accesa a Norcia nella Cripta della Basilica di San Benedetto in ricostruzione e domenica 7 marzo ha raggiunto il Sacro Speco a Subiaco. Ieri pomeriggio è stata la volta di Montecassino: le ristrettissime rappresentanze delle tre città gemellate nel nome di san Benedetto e il prestigioso coro San Giovanni Battista di Cassino del Maestro Fulvio Venditti, in formazione molto ridotta, hanno accolto all’interno della maestosa Basilica Cattedrale la Fiaccola portata dai tedofori delle comunità sportive di Norcia, Subiaco e Cassino.

Nessun passaggio in città quest’anno per la Fiaccola e per il Corteo Storico Terra Sancti Benedicti che solitamente la accompagna, nel rispetto della normativa anti Covid-19, ma la partecipazione virtuale attraverso una diretta streaming sui social media, modalità che ha comunque permesso una partecipazione corale anche più numerosa, potendo condividere l’evento con persone geograficamente distanti.

Una cerimonia svolta, quindi, in modalità necessariamente diversa rispetto al passato, ma che ha reso ancora più evidente quanto per le tre città le celebrazioni del marzo benedettino costituiscano un forte collante per tenere vive le tradizioni e gli insegnamenti di un santo che tanto ha saputo creare con la sua forza e il suo esempio.

“Il simbolo della luce - ha detto l’Abate Donato - unisce le tre città presenti qui oggi nel nome di San Benedetto: Norcia, il luogo in cui Benedetto è ‘venuto alla luce’, Subiaco - la grotta buia - come grembo fecondo in cui è venuta alla luce la vocazione monastica di Benedetto. Una vocazione che egli non ha mantenuto solo per sé, ma che ben presto ha irradiato attorno a sé e dalla quale sono nate molte comunità monastiche nel mondo intero. E, infine, Montecassino. Benedetto giunge quassù ormai uomo maturo, e qui la sua vocazione monastica acquista una caratteristica nuova: viene alla luce la sua Regola. Una Regola che illuminerà non solo i secoli medievali ma anche quelli che giungono fino a noi, e che è stata anche trasmissione di cultura, di progresso sociale, economico e civile.

Tre ‘venire alla luce’: Norcia, Subiaco e Montecassino. E oggi quella Fiaccola continua a parlare anche a noi, ci ricorda che anche noi siamo nel mondo per essere dei punti luminosi per gli altri, punti di riferimento un po’ come di notte sono le stelle nel cielo. Ci dice che anche noi abbiamo una vocazione, ciascuno ha la sua, ciascuno ha il proprio posto nel mondo. E questa realizzazione non è soltanto personale, per quanto importante, ma implica anche una ricaduta positiva sugli altri, sulla vita sociale, religiosa, civile alle quali siamo chiamati a contribuire con l’apporto che ciascuno di noi può dare, seminando il bene e cercando di unire e non di dividere.

La Regola, che san Benedetto mette per iscritto a Montecassino, ci indica che anche noi abbiamo bisogno di una regola. E per noi cristiani la regola massima è il Vangelo sul quale anche la Regola di San Benedetto è improntata. Questa situazione pandemica che stiamo vivendo è lì a dirci quanto necessario sia per noi aggrapparci, ancorarci a questo punto solido che è il Signore Gesù e il suo Vangelo, e farlo diventare nostra regola di vita nelle piccole azioni di ogni giorno.

Questi tre punti luminosi, Norcia Subiaco e Montecassino, queste tre tappe fondamentali della vita di San Benedetto, continuano ad avere qualcosa da dire anche a noi. Ci affidiamo all’intercessione di questo nostro Santo Patrono perché ci aiuti soprattutto in questo frangente così particolare di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ci aiuti a mantenere questa fiducia e a far risplendere la speranza che portiamo in noi, la speranza che ci viene dal signore Gesù.”


“Quest'anno – ha affermato il Sindaco di Cassino, Enzo Salera - abbiamo accolto la Fiaccola in un momento molto particolare, con la città in zona rossa a causa della pandemia che purtroppo da più di un anno non ci dà tregua. Lo abbiamo fatto senza pubblico e senza fedeli che solitamente accompagnano i giorni di San Benedetto. Ma lo abbiamo voluto fare con una celebrazione, mandata in diretta sui social, dall'alto valore simbolico insieme ad una delegazione delle altre due città benedettine di Norcia e Subiaco.

Solitamente il viaggio della fiaccola si interrompe qui, ma con l'intenzione di voler condividere il suo messaggio di speranza, la fiaccola si recherà straordinariamente allo Spallanzani di Roma e all'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo che sono stati entrambi simboli di questo terribile anno pieno di sofferenza ma anche segno di rinascita e di lotta alla malattia.”

Parole di speranza e di fiducia anche dal sindaco di Norcia, Nicola Alemanno e di Subiaco, Francesco Pelliccia. Da loro un invito a guardare con orgoglio a tutto quello che la Fiaccola ha rappresentato negli anni passati e a quello che con forza e fiducia potrà rappresentare nei prossimi anni, traendo sempre più vigore dai valori benedettini, trasmessi con profonda convinzione soprattutto in questo anno così complesso e difficile.

Il messaggio di pace per il 2021, quest’anno inviato da Papa Francesco alle tre città benedettine tramite l’Abate Donato, è stato letto da dom Luigi Maria in apertura di Celebrazione:
IN OCCASIONE DELLE CELEBRAZIONI BENEDETTINE INDETTE PER L'ACCENSIONE DELLA FIACCOLA PRO PACE ET EUROPA UNA, CHE TRADIZIONALMENTE RAGGIUNGEVA LA CITTA’' DI NORCIA, DI SUBIACO E DI CASSINO, E CHE SARA' ORA PORTATA IN DUE LUOGHI SIMBOLO NELLA LOTTA CONTRO IL COVID-19: L'OSPEDALE SPALLANZANI DI ROMA E LA CITTA' DI BERGAMO, IL SOMMO PONTEFICE RIVOLGE IL SUO DEFERENTE SALUTO, ESPRIMENDO VIVO COMPIACIMENTO PER LA PROVVIDA INIZIATIVA, AUSPICANDO CHE IL SIGNIFICATIVO GESTO, QUEST'ANNO COSI' SIMBOLICAMENTE EVOCATIVO DL UN RINNOVATO DESIDERIO DI RINASCITA, INCORAGGI A CAMMINARE SUI SENTIERI DELLA SANTITA' TRACCIATI DA SAN BENEDETTO E DA QUANTI A LUI SI SONO ISPIRATI, ANDANDO INCONTRO A CRISTO CON GIOIA. CON TALI VOTI, PAPA FRANCESCO, MENTRE INVOCA ABBONDANTI GRAZIE CELESTI, IMPARTE DI CUORE A LEI, AL CONFRATELLI E AL PROMOTORI DELL'INIZIATIVA L'IMPLORATA BENEDIZIONE APOSTOLICA, VOLENTIERI ESTENDENDOLA A TUTTI GLI OPERATORI DELL’ OSPEDALE SPALLANZANI E ALL'INTERA CITTA' DI BERGAMO, CON UN PARTICOLARE PENSIERO PER QUANTI HANNO PERSO LA VITA A CAUSA DEL CORONA VIRUS.


Dalla Fiaccola Benedettina Pro Pace et Europa Una l’Abate Donato ha preso la fiamma per accendere la lampada in bronzo portata a Montecassino da San Paolo VI nel 1964, in occasione della proclamazione di San Benedetto Patrono Primario d’Europa. Al termine del breve momento di preghiera, la lampada è stata collocata davanti alla tomba dei Santi Benedetto e Scolastica, dietro l’altare maggiore della Basilica Cattedrale dove rimarrà fino al 21 marzo.

Servizio fotografico di Roberto Mastronardi

Mostra di Arte Contemporanea 17 ottobre 2020-28 marzo 2021

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